Cronaca

Piscine fuori norma, arriva la stretta dopo 75 morti in quattro anni: chi rischia la chiusura

Troppi incidenti e troppe vittime hanno spinto il Parlamento a intervenire sulla sicurezza delle piscine. Negli ultimi quattro anni sono stati registrati 75 decessi, alcuni dei quali, secondo le ricostruzioni, avrebbero potuto essere evitati con maggiori controlli e impianti adeguati.

La Camera ha approvato un emendamento al decreto legge Sport che prevede la chiusura delle piscine dotate di grate e bocchettoni di aspirazione non conformi alle norme di sicurezza. L’obiettivo è eliminare il rischio del cosiddetto effetto ventosa, un fenomeno che può trattenere sott’acqua i bagnanti.

La norma, proposta dalla commissione Cultura con il sostegno di maggioranza e opposizione, riguarda tutte le strutture, sia pubbliche sia private. I proprietari dovranno adeguare gli impianti oppure saranno costretti a sospendere l’attività.

Il provvedimento arriva anche dopo l’incontro tra Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari sociali, e i genitori di Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di 7 anni morto a Latina lo scorso aprile.

La tragedia di Monterotondo riaccende l’allarme

La decisione del Parlamento arriva nel giorno di un’altra drammatica tragedia. A Monterotondo, alle porte di Roma, un bambino di cinque anni, Alessandro, è morto mentre si trovava in una piscina comunale durante un’attività organizzata da un centro estivo.

Il piccolo stava facendo il bagno insieme ad altri bambini e a un animatore nella vasca, dove l’acqua aveva una profondità di circa un metro e trenta centimetri. Dopo l’allarme lanciato dai compagni di gioco, sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 e i carabinieri, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

La madre del bambino, presente nella struttura con il figlio più piccolo, è rimasta sotto choc. Il padre, che lavora in Lussemburgo, è arrivato poco dopo: la coppia era rientrata in Italia per trascorrere le vacanze con i nonni paterni. La Procura di Tivoli ha aperto un’indagine e i carabinieri del Gruppo di Ostia e della Compagnia di Monterotondo hanno disposto il sequestro preventivo della piscina per effettuare tutti gli accertamenti necessari.

Indagini sull’animatore e nuove regole per la sicurezza

Gli investigatori stanno cercando di chiarire le cause della morte del bambino. Al momento non sembra che il cloro, come invece accaduto pochi giorni prima a Mentana dove otto bambini sono rimasti intossicati, sia all’origine del decesso.

L’attenzione si concentra soprattutto sull’animatore trentenne messo a disposizione dalla società Vis Nova, che organizza il centro estivo. Gli accertamenti dovranno stabilire se fosse abilitato a seguire i minori in piscina e se il numero di bambini affidati alla sua supervisione fosse compatibile con le norme di sicurezza.

Saranno inoltre verificati alcuni aspetti fondamentali, come la presenza di eventuali dispositivi di protezione utilizzati dal bambino e il numero di operatori presenti a bordo vasca. Gli inquirenti hanno acquisito anche i filmati delle telecamere della struttura che hanno ripreso le fasi dei primi soccorsi.

Il nuovo emendamento introduce inoltre un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche e prevede l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni.

Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e presidente della Federnuoto Paolo Barelli ha spiegato che il provvedimento nasce «anche alla luce degli ultimi incidenti, in modo da garantire che nelle piscine ci siano tutte le attenzioni previste dal punto di vista tecnologico per evitare che i flussi di aspirazione comportino rischi per i bagnanti».

Published by
Filippo Limoncelli