Cronaca

Professoressa accoltellata a Bergamo, Valditara: “L’influenza dei social può essere devastante”

Intervistato dal Corriere della Sera, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara collega gli episodi di violenza giovanile, come quello avvenuto a Bergamo, all’impatto dei social: “Episodi di violenza come quello di Bergamo scontano l’influenza negativa dei social, come dimostrano diversi studi internazionali”. Un fenomeno che, sottolinea, “non riguarda solo l’Italia”, ma che richiede “una svolta culturale”. Il ministro rivendica le misure già introdotte: “Noi siamo stati i primi a muoverci prevedendo l’educazione al rispetto e a introdurre il supporto psicologico gratuito per gli studenti in difficoltà. Ma la scuola non può fare tutto”.

Valditara insiste sul ruolo delle piattaforme digitali: “I social sono tra le cause scatenanti. Ne parlavo anche con Paolo Crepet: la loro influenza può essere devastante per la violenza che contengono e che propagano a ragazzi che non hanno ancora la maturità necessaria”. Tra i rischi cita “la garanzia dell’anonimato, la spirale di odio, le sfide estreme, il dark web”, avvertendo che “c’è una diffusione di violenza on-line che non ha precedenti”. Sul fronte normativo, il ministro ricorda: “C’è una proposta di legge bipartisan in discussione in Parlamento, occorre accelerarne l’approvazione”, ma ribadisce che serve il coinvolgimento di “famiglie e società civile”. Intanto invita ad “applicare le norme e i divieti vigenti” e a “responsabilizzare i genitori”. Infine, sui dati recenti, osserva un miglioramento: “Gli episodi nel primo semestre degli ultimi tre anni scolastici segnano un’inversione di tendenza”, attribuendolo alle misure adottate. E sulle polemiche conclude: “Non comprendo le polemiche contro i metal detector. La sinistra parla di repressione: cosa non si dovrebbe reprimere? Il portare coltelli in classe?”.

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Gianluca Pace