Rivolta anti-migranti con case in fiamme, cosa sta succedendo a Belfast (foto da video) - Blitz Quotidiano
Una notte di disordini, con caos e violenze anti-migranti a Belfast dopo l’accoltellamento di un quarantenne imputato a un rifugiato sudanese: decine di dimostranti, quasi sempre col volto coperto, hanno dato alle fiamme case, veicoli, autobus, ingaggiato scontri con la polizia dell’Irlanda del Nord e lanciato quello che è stato definito come un “pogrom” contro gli stranieri, prendendo di mira in particolare le famiglie di origine africana. Nella zona est, un gruppo di circa cento uomini mascherati ha percorso le strade al grido di “cacciare gli stranieri” mentre i pompieri sono intervenuti 62 volte per spegnere incendi nella notte.
Ad alimentare le proteste gli appelli diffusi online da gruppi di cosiddetti “patrioti” legati all’ultradestra: un post dell’estremista Tommy Robinson è stato rilanciato su X da Elon Musk con tanto di invito a scendere in strada. Dura la condanna da parte del governo laburista del premier Keir Starmer e dell’esecutivo locale guidato dalla first minister Michelle O’Neill. “Non esiste alcuna giustificazione per questo tipo di distruzione e teppismo”, ha dichiarato il ministro per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn.
Immagini trasmesse da Sky News mostrano famiglie in fuga con neonati e bambini dalle case date alle fiamme nella notte di disordini. I cittadini di origine africana, e in generale gli stranieri, si sentono “nel mirino” secondo le testimonianze raccolte dai media mentre i giornalisti parlano di “scene dopo una battaglia” nelle vie devastate da teppisti incappucciati dove sono stati bruciati veicoli e cassonetti oltre alle abitazioni. La polizia dell’Irlanda del Nord in certi casi ha dovuto evacuare i residenti sopra i propri veicoli blindati per evitare che venissero colpiti dal lancio di oggetti.
La tensione resta alta, in attesa che il trentenne sudanese compaia in tribunale dopo l’incriminazione per tentato omicidio. L’uomo era stato ripreso in un video mentre colpiva ripetutamente con un coltello il quarantenne, ricoverato in gravi condizioni, in quello è stato definito come un presunto tentativo di decapitazione, prima che alcuni passanti intervenissero per fermarlo. Il caso ha inevitabilmente riacceso lo scontro politico nazionale sull’immigrazione e rappresenta un ulteriore grattacapo per il premier britannico Keir Starmer, già nel pieno di una crisi della sua leadership mentre si prepara la sfida al vertice del Labour per scalzarlo. Ma riapre anche il dibattito rispetto alla cosiddetta “rotta irlandese”, usata dai migranti per volare a Dublino dall’Europa continentale all’interno dell’Ue – a volte con documenti falsi – per poi raggiungere via terra l’Irlanda del Nord senza controlli e richiedere asilo nel Regno. L’aggressore sudanese era arrivato in questo modo a Belfast, ottenendo l’asilo nel 2023.
I disordini anti-migranti di Belfast sono “scioccanti e del tutto inaccettabili”. A dirlo è il premier britannico Keir Starmer. “Non esiste alcuna giustificazione per la violenza e i disordini che abbiamo visto minacciare le nostre comunità, né per chi li ha incoraggiati, online o altrove”, ha affermato Starmer, aggiungendo che “è evidente che le persone sono state prese di mira a causa della loro origine” e che “i responsabili sentiranno tutta la forza della legge
Oggi si teme che possano scoppiare nuovi incidenti. Intanto a Belfast è previsto l’arrivo di nuovi agenti di polizia con un bilancio che vede per il momento due agenti feriti. Gli arrestati invece tra i manifestanti sono tre, con la polizia che ha dichiarato che ne seguiranno altri. Jon Boutcher, il comandante della polizia dell’Irlanda del Nord, ha lanciato un appello chiedendo di fermare i disordini. Boutcher ha sottolineato che “nulla può giustificare” quanto accaduto la notte scorsa e aggiunto di aver parlato con il premier delle proteste, definendole un “atto di autolesionismo” nei confronti delle straordinarie comunità dell’Irlanda del Nord.
Il ministro britannico per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, ha affermato che “le persone vengono prese di mira a causa del colore della loro pelle” riferendosi ai disordini anti-migranti di Belfast: Questo dovrebbe “disgustare ogni cittadino del Regno Unito che abbia buon senso”, ha aggiunto parlando nel corso di una conferenza stampa.
La giovane sindaca di Belfast, Róis-Máire Donnelly, ha reso noto di essere stata informata dalla polizia di minacce di morte nei suoi confronti. Gli agenti sono andati nella sua abitazione per avvertirla del pericolo dopo la notte di disordini anti-migranti che hanno scosso la città. In una dichiarazione, la trentenne sindaca dello Sinn Féin ha sottolineato che non si farà intimidire e che le minacce non la dissuaderanno dal fare il proprio lavoro e dal rappresentare tutti i cittadini, oltre a lanciare un appello all’unità in un momento di grande tensione per tutta la comunità.
“Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”. A sottolinearlo sono stati i familiari della vittima accoltellata a Belfast, lanciando un appello alla calma dopo gli scontri violenti. “Siamo devastati ma la protesta pacifica è l’unica via da seguire: abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro Paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell’ospitalità, e dipendiamo da loro per il buon funzionamento del nostro Paese. Non vogliamo – hanno sottolineato secondo quanto riporta The Irish News – che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”.