Cronaca

Salim El Koudri, per il Gip non ha agito in conseguenza di disturbi psichici

Secondo la gip Donatella Pianezzi, nell’ordinanza di convalida dell’arresto di Salim El Koudri – il 31enne che sabato a Modena ha travolto diversi pedoni lanciando la sua auto in centro – non emergono elementi che colleghino il gesto alla patologia psichiatrica seguita in passato. In particolare: “Al momento non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia – disturbo schizoide di personalità – per il quale Salim El Koudri era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia.” La giudice esclude, allo stato, anche l’incapacità di intendere e di volere.

La ricostruzione

Dalla ricostruzione degli atti emerge invece una chiara volontà di colpire più persone possibile: “Voleva colpire più persone possibile e al momento non ci sono elementi per ritenere che il suo gesto fosse dovuto ai disturbi psichici per i quali in passato era stato in cura. Ma non è possibile parlare di terrorismo, né di un qualcosa di premeditato.” Restano contestate le lesioni gravissime, mentre vengono escluse le aggravanti di terrorismo e premeditazione.

La dinamica descrive una condotta reiterata lungo via Emilia, prima sul marciapiede destro e poi su quello sinistro, più affollato. Per la gip rilevano anche la “capacità criminale” dell’indagato e il rischio concreto di reiterazione del reato. Proprio per questo viene confermata la custodia cautelare in carcere, insieme al pericolo di fuga, in particolare verso il Marocco, dove l’uomo avrebbe legami familiari e una rete di supporto. Il quadro complessivo viene inoltre collegato a un possibile scenario di rischio che riguarda soggetti “indeterminato e indeterminabile”.

Il rischio fuga

Nel corso dell’udienza El Koudri non ha risposto alle domande della gip sulla dinamica dei fatti, ma ha fornito il codice di sblocco del suo smartphone. Il suo legale insiste invece su una grave condizione psichiatrica, con episodi di voci, insonnia e comportamenti disorganizzati, chiedendo una perizia e un percorso in strutture specializzate. Restano agli atti anche i legami familiari con il Marocco, elemento considerato nel giudizio sul rischio di fuga e sulla possibile assenza di radicamento sul territorio.

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Gianluca Pace