I pennelli in pelo di tasso, utilizzati nel make-up e nella rasatura, sono spesso considerati tra i più pregiati per morbidezza e resistenza. Tuttavia, dietro la loro produzione si nasconderebbero pratiche di allevamento e macellazione fortemente contestate. A denunciarlo è Peta Asia, che ha diffuso immagini girate sotto copertura in diversi allevamenti cinesi.
Secondo il materiale raccolto dagli attivisti in otto strutture diverse, gli animali verrebbero prelevati dalle gabbie con pinze o uncini, scaraventati a terra e colpiti fino alla morte con bastoni. Le immagini mostrano scene di forte violenza, con tassi che restano coscienti durante le fasi finali dell’uccisione.
“I tassi sono animali curiosi e intelligenti- sottolinea Mimi Bekechi, vicepresidente di Peta -, in natura vivono con le loro famiglie in elaborate tane sotterranee che vengono tramandate di generazione in generazione. Sono estremamente puliti e si dedicano con passione alla protezione reciproca e dei loro cuccioli”. Secondo l’organizzazione, la realtà degli allevamenti sarebbe però molto diversa.
Nei filmati si vedrebbero tassi costretti a vivere in gabbie estremamente piccole, incapaci di soddisfare le loro esigenze etologiche. Gli animali mostrerebbero comportamenti ripetitivi e stressanti, come il girare in tondo, segno di forte disagio psicologico.
In alcuni casi, gli esemplari avrebbero il pelo mancante, ferite sanguinanti e tentativi disperati di mordere le grate delle gabbie, con ulteriori lesioni. Una condizione che, secondo gli attivisti, evidenzierebbe sofferenza prolungata e mancanza di tutele.
La Cina è indicata come principale esportatore mondiale di pelo di tasso. Anche se non tutti gli allevamenti adotterebbero pratiche simili, Peta denuncia condizioni generali incompatibili con il benessere animale. L’organizzazione chiede ai marchi di bellezza di rinunciare all’utilizzo di questo materiale e invita i consumatori a scegliere alternative cruelty free.
“Qui sono costretti a vivere in condizioni miserabili – dice ancora l’attivista – e vanno incontro a morti atroci per produrre pennelli da trucco. Per questo esortiamo tutti i marchi di bellezza che ancora vendono questi prodotti frutto di violenza ad adeguarsi ai tempi e a vietare l’utilizzo di questo pelo. E invitiamo i consumatori a non acquistarli quelli che hanno queste caratteristiche”.
Dopo la prima indagine del 2018, Peta Asia sostiene che oltre 100 marchi abbiano già rinunciato all’uso del pelo di tasso, tra cui grandi nomi del settore cosmetico e della profumeria internazionale.