Cronaca

Terremoto di magnitudo 7.1 in Giappone: feriti, crolli e allerta tsunami revocata

Un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito oggi, 28 luglio, il sud del Giappone, interessando in particolare la città di Kumamoto, sull’isola di Kyushu. La scossa si è verificata nel tardo pomeriggio ed è stata localizzata a circa 10 chilometri di profondità, nella zona della città di Uki, a sud di Kumamoto.

La prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha confermato la presenza di feriti e diversi danni alle strutture. «Stiamo ancora valutando l’entità dei danni, ma mi è stato comunicato che ci sono già stati diversi feriti», ha dichiarato la premier, spiegando che «interruzioni di corrente e incendi stanno avvenendo in alcune aree, strade e ponti sono stati danneggiati ed edifici sono crollati».

Secondo l’emittente Nhk, almeno 50 persone sono state ricoverate in ospedale, mentre dodici abitazioni sarebbero crollate e quattro persone sarebbero rimaste intrappolate sotto le macerie.

Allerta tsunami revocata e controlli nelle centrali nucleari

Dopo il sisma, l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma) aveva diramato un’allerta tsunami, prevedendo onde superiori al metro, successivamente revocata dopo le prime verifiche. Le autorità hanno continuato le operazioni di monitoraggio per valutare l’entità dei danni e garantire la sicurezza della popolazione.

Nelle prime ispezioni non sono state rilevate anomalie nei siti nucleari della zona. La Kyushu Electric Power ha comunicato che i tre reattori nucleari operativi nella regione al momento del terremoto stanno funzionando regolarmente. Tuttavia, circa 48.300 abitazioni sono rimaste senza energia elettrica a causa dei danni alla rete.

Kumamoto aveva già vissuto una grave emergenza sismica nell’aprile del 2016, quando due forti terremoti provocarono 278 vittime, circa 2.800 feriti e pesanti danni al celebre castello della città, uno dei più importanti del Giappone. Anche dopo la nuova scossa, il sito storico avrebbe riportato ulteriori danni.

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Filippo Limoncelli