Trapianto fallito al Monaldi di Napoli, due cardiochirurghi indagati anche per falso nella cartella clinica (foto ANSA) - Blitz quotidiano
L’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico si arricchisce di nuovi e delicati sviluppi giudiziari. La Procura di Napoli ha infatti iscritto nel registro degli indagati per falso anche i due cardiochirurghi già coinvolti nell’indagine principale per omicidio colposo.
I due medici facevano parte dell’équipe che ha eseguito il trapianto di cuore presso l’Ospedale Monaldi, intervento purtroppo non riuscito. Il bambino è deceduto il 21 febbraio dopo circa sessanta giorni di ricovero in terapia intensiva.
I magistrati hanno richiesto al giudice per le indagini preliminari una misura interdittiva: la sospensione temporanea dall’esercizio della professione. Una decisione che evidenzia la gravità delle ipotesi accusatorie e la complessità della vicenda, destinata a suscitare forte attenzione sia medica che giudiziaria.
Al centro del nuovo filone d’indagine vi sarebbero presunte irregolarità nella compilazione della cartella clinica. Secondo gli inquirenti, gli orari riportati non coinciderebbero con quanto emerso dalle testimonianze e dalla documentazione raccolta dai carabinieri del NAS di Napoli.
In particolare, il punto critico riguarda i dodici minuti intercorsi tra il clampaggio – ovvero la procedura che avvia l’espianto del cuore dal paziente – e l’arrivo dell’organo destinato al trapianto. Nella cartella clinica, i due momenti risulterebbero contemporanei.
Le indagini, invece, indicherebbero una discrepanza: il clampaggio sarebbe iniziato alle 14:18, mentre il cuore del donatore sarebbe arrivato solo intorno alle 14:30. Un intervallo considerato cruciale, anche alla luce del fatto che l’organo sarebbe giunto in condizioni compromesse, risultando parzialmente congelato e lesionato, dunque non idoneo all’impianto.
L’attività investigativa è coordinata dai magistrati Antonio Ricci e Giuseppe Tittaferrante, con il supporto dei carabinieri del NAS guidati dal colonnello Alessandro Cisternino. Gli elementi raccolti finora hanno portato a contestare ai medici anche il reato di falso, oltre alla precedente accusa di omicidio colposo.
Per i due cardiochirurghi è stato fissato un interrogatorio preventivo entro la fine del mese, durante il quale potranno fornire la propria versione dei fatti e chiarire eventuali incongruenze.