Semyon Skrepetsky
Un artista russo noto per le sue satire sul presidente Vladimir Putin è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella Polonia orientale. Marcin Kozak, portavoce della procura distrettuale di Lublino, ai giornalisti ha dichiarato che “è in corso un’indagine sull’omicidio di un cittadino della Federazione Russa di 44 anni noto ai media come Semyon Skrepetsky” . Due cittadini bielorussi sono stati arrestati in relazione all’omicidio, ha aggiunto. Sono stati fermati nei pressi del consolato bielorusso a Biala Podlaska, nella Polonia orientale, dove è avvenuto l’omicidio.
Secondo le autorità polacche, Skrepetsky, il cui vero nome era Robert Kuzovov, è stato colpito da tre proiettili ieri mattina da un uomo armato di pistola non identificato. Quando l’artista è caduto a terra, è stato avvicinato dall’aggressore, che ha sparato altri due colpi a distanza ravvicinata. Allo stato attuale, “non sono state mosse accuse” contro i due bielorussi arrestati, ha dichiarato Kozak, aggiungendo che “rimangono a disposizione della procura e della polizia”.
Skrepetsky era noto per le sue caricature, a volte provocatorie, che prendevano di mira importanti figure politiche russe, da Putin e il leader sovietico Joseph Stalin alla figura dell’opposizione Alexei Navalny e al leader ceceno Ramzan Kadyrov. Una delle sue opere più famose reinterpreta un’icona ortodossa classica, raffigurando Stalin che culla Putin al posto della Madre di Dio con Gesù Bambino. Skrepetsky si è trasferito in Polonia nel 2021, affermando di temere persecuzioni politiche in Russia. In esilio, ha mantenuto una posizione controcorrente, partecipando a eventi dell’opposizione russa pur criticandola apertamente.
Della sua morte ha commentato anche la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, che su X ha scritto: “Serve una Rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello UE e in stretta collaborazione con gli Stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili. L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione. Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia”.