Fare benzina (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Vivere in una delle principali regioni petrolifere italiane e pagare il carburante più caro del Paese: è questo il paradosso che riguarda la Basilicata. Nonostante venga definita il “Texas italiano”, i prezzi di benzina e gasolio restano tra i più alti. Secondo gli ultimi dati aggiornati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un litro di benzina verde costa circa 1,810 euro, mentre il gasolio supera i 2,14 euro.
Eppure, proprio in Basilicata si concentra gran parte della produzione nazionale di greggio, grazie ai giacimenti della Val d’Agri e di Tempa Rossa, gestiti rispettivamente da Eni e TotalEnergies. Queste attività coprono circa l’80% della produzione italiana, con decine di migliaia di barili estratti ogni giorno. Il petrolio, tuttavia, non viene raffinato localmente, ma trasportato fino alla raffineria di Taranto.
Le ragioni dei prezzi elevati non dipendono dalla produzione, ma da fattori strutturali. Secondo gli esperti della Fondazione Eni Enrico Mattei, tra cui il direttore Antonio Sileo, incidono soprattutto i costi logistici. La Basilicata è caratterizzata da territori montuosi e centri abitati distanti tra loro, con una domanda di carburante relativamente bassa.
A questo si aggiunge una scarsa concorrenza tra distributori. Le cosiddette “pompe bianche”, spesso più economiche, sono meno diffuse rispetto ad altre regioni. Inoltre, le stazioni di servizio si trovano a distanza significativa l’una dall’altra, riducendo la competizione diretta e contribuendo a mantenere i prezzi elevati.
In passato, i cittadini lucani potevano contare su un sostegno economico specifico: la cosiddetta carta carburante, finanziata attraverso le royalties derivanti dalle estrazioni petrolifere. Questo contributo, destinato a circa 320 mila beneficiari, garantiva un aiuto annuale di circa 100 euro.
Tuttavia, il bonus è stato abolito nel 2019, eliminando un importante strumento di compensazione per i residenti. Oggi, dunque, il paradosso resta: una regione ricca di petrolio, ma con carburanti tra i più costosi d’Italia.