Economia

Bollette della luce più care da oggi: scatta l’aumento nascosto che costerà un miliardo di euro

Da oggi 1 luglio entra in vigore un incremento di circa il 10% degli oneri generali di sistema presenti nelle bollette dell’energia elettrica. La misura è stata stabilita dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, attraverso la delibera numero 227 del 25 giugno. L’intervento è passato quasi inosservato perché annunciato nello stesso giorno dell’aggiornamento delle tariffe dedicate ai clienti vulnerabili ancora inseriti nel regime di tutela.

L’aumento riguarda una componente che complessivamente vale circa 10 miliardi di euro all’anno. Secondo le stime, il rialzo determinerà un maggiore gettito di circa un miliardo di euro su base annua. Arera ha la facoltà di aggiornare ogni trimestre le tariffe destinate a coprire gli oneri generali, applicate ai chilowattora consumati dagli utenti.

Perché cresce la componente Asos

Il rincaro interessa soprattutto la componente Asos, che rappresenta oltre il 95% degli oneri generali di sistema. Questa quota serve principalmente a finanziare gli incentivi destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, che assorbono oltre il 68% delle risorse raccolte. Un’altra parte significativa, pari a circa il 27%, viene invece utilizzata per sostenere le agevolazioni riconosciute alle imprese ad alto consumo energetico.

Secondo Arera, l’aumento è necessario per garantire la solidità finanziaria dei conti gestiti dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea). L’ente è responsabile dell’erogazione degli incentivi alle energie rinnovabili, dei bonus sociali e delle misure di sostegno alle aziende energivore. Nei prossimi mesi, infatti, è prevista una sensibile riduzione della liquidità disponibile, rendendo necessario un intervento correttivo.

Chi pagherà il rincaro in bolletta

L’aumento sarà distribuito tra tutti gli utenti del sistema elettrico. A subirne gli effetti saranno circa 30 milioni di famiglie italiane titolari di una fornitura domestica e circa 6,7 milioni di clienti non domestici. Tra questi rientrano soprattutto piccole e medie imprese con consumi contenuti, oltre a una quota minoritaria di enti della pubblica amministrazione.

L’Autorità ha comunque precisato di aver scelto un approccio graduale per limitare l’impatto immediato sulle famiglie. Tuttavia, la stessa delibera lascia intendere che potrebbero essere necessari ulteriori interventi in futuro qualora le condizioni finanziarie della Csea continuassero a deteriorarsi.

I timori per il futuro e la componente Arim

Le previsioni contenute nella delibera evidenziano una possibile riduzione delle disponibilità finanziarie della Csea nel corso del 2026 e del 2027. Alla base di questa situazione vi sarebbe uno squilibrio crescente del conto alimentato dalla componente Asos, il cui gettito non sarebbe più sufficiente a coprire gli oneri previsti, aumentati anche a causa dell’entrata a regime di nuovi sistemi di incentivazione.

Oltre alla componente Asos, potrebbe essere interessata da futuri aumenti anche la quota Arim, utilizzata per finanziare interventi di efficienza energetica e particolari regimi tariffari legati al servizio ferroviario universale e al trasporto merci. Pur rappresentando soltanto il 4,94% degli oneri generali di sistema, la componente Arim viene pagata da tutti gli utenti, dalle famiglie alle piccole imprese fino alle grandi aziende energivore. Per questo motivo eventuali ritocchi futuri potrebbero avere effetti diffusi sull’intero sistema elettrico nazionale.

Published by
Filippo Limoncelli