Economia

Bonus non richiesti: perché milioni di aventi diritto restano esclusi

Una percentuale di persone che avrebbero diritto a bonus e agevolazioni pubbliche non li richiede. Il fenomeno del mancato utilizzo dei sussidi riguarda numeri rilevanti: in Italia, circa il 37% dei cittadini non conosce i bonus disponibili e tra il 40% e oltre il 60% dei potenziali beneficiari non accede agli aiuti. Nel caso dei bonus energetici, si stima che fino al 62% delle famiglie in difficoltà non ne abbia usufruito, e in generale circa una famiglia su due tra quelle idonee resta esclusa.

I motivi per cui questo succede sono molteplici e il primo ostacolo è la mancanza di informazione. Una parte significativa della popolazione non sa di avere diritto a determinati benefici o non riesce a orientarsi tra requisiti e scadenze. A questo si aggiunge la complessità delle procedure. L’accesso ai benefici richiede spesso la compilazione di una documentazione, l’aggiornamento della situazione economica tramite l’ISEE e, in alcuni casi, il rinnovo periodico delle domande. Questi piccoli ostacoli burocratici possono ridurre significativamente il tasso di adesione.

Incidono poi i vincoli legati ai requisiti economici. Le soglie ISEE possono escludere famiglie che, pur superandole di poco, si trovano comunque in difficoltà. In altri casi, il problema è a monte: chi non presenta l’ISEE resta automaticamente fuori, anche se avrebbe diritto al bonus.

Accanto ai fattori strutturali, incidono anche dinamiche di natura cognitiva e comportamentale, poiché la tendenza a rimandare attività percepite come impegnative, la difficoltà nel raccogliere documenti o la scarsa fiducia nelle istituzioni possono portare a rinunciare a un beneficio pur conoscendone l’esistenza. In altri casi, la semplice presenza di più bonus simili crea confusione e disorientamento, rendendo difficile individuare quello corretto.

Il fenomeno ha conseguenze rilevanti sul piano sociale in quanto contribuisce a creare disuguaglianze: i soggetti più fragili sono spesso anche quelli meno attrezzati per affrontare procedure complesse o reperire informazioni.

La questione non riguarda solo l’Italia, ma molti sistemi di welfare avanzati. Tuttavia, i dati nazionali mostrano che il margine di miglioramento è ampio e che una semplificazione delle procedure, insieme a una maggiore diffusione delle informazioni, potrebbe aumentare in modo significativo la capacità delle misure di raggiungere chi ne ha realmente bisogno.

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Francesca Ripoli