Economia

Caro energia: la UE ha battuto un colpo. Meloni insiste: più flessibilità. E il commissario Fitto ha invitato a usare i Fondi di Coesione

Caro energia: è la priorità assoluta del governo. Più delle nuova legge elettorale: l’iter dello Stabilicum è già partito, l’opposizione fa muro ma il campo largo è obbligato a designare un candidato premier. Più dell’allarme Islam con i sindaci dem giovedì scorso presenti alla festa del Sacrificio. Più degli spioni che tallonano il Garante della Privacy nei suoi stessi uffici di Piazza Venezia a Roma. Addirittura più del tiramolla Usa-Iran ora che la pace è nelle mani di Trump e il tycoon prende tempo per valutare la bozza dell’accordo mentre Israele tira dritto sulla Striscia di Gaza (presa al 70%) e continua a martellare il Libano.

La ricetta Ue sul caro energia

Alla crisi in Medioriente è legato il caro energia e Giorgia Meloni è tornata a parlare della trattativa con la Commissione UE per ottenere flessibilità, ovvero la sospensione delle regole comuni di bilancio. La premier insiste: ”Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono per la difesa, e lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che Italia ed Europa facciano di più per difendersi”.

La premier ha spiegato a Canale 5 che il costo del carburante in Italia è cresciuto sensibilmente meno rispetto ad altri Paesi, “per esempio in Germania e in Francia”. Tutto questo mentre Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione UE , ha fatto sapere attraverso una  lettera inviata ai ministri competenti dei 27 che ci sono già le strade per affrontare i costi più alti. Ha scritto Fitto: ”Sono fermamente convinto che il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, il Fondo di Coesione e quello per la Transizione Giusta possano fornire un sostegno fondamentale sulle sfide derivanti dai recenti sviluppi geopolitici. E per farlo gli Stati Membri e le Regioni possono anche creare nuovi strumenti finanziari per anticipare i pagamenti”.

La Ue ha battuto un colpo

In sintesi: Bruxelles ha detto che le risorse potranno essere riprogrammate. Per l’Italia c’è un tesoretto da 5 miliardi. Una decina di giorni fa Giorgia Meloni aveva chiesto all’esecutivo UE di consentire all’Italia di derogare ai vincoli del Patto di Stabilità per aiutare famiglie e imprese di fronte ai rincari sull’energia. Energia che passa in gran parte attraverso lo Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono novità sulla richiesta di scorporare le spese per il caro energia dai vincoli del Patto di Stabilità. Resiste il muro europeo del fronte dei Paesi “frugali” contrari a concessioni. Un bel rebus.

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Enrico Pirondini