Economia

Dal primo luglio scatta nuovo dazio di 3 euro su pacchi extra Ue, in Italia sarà di 5

Dal 1° luglio scatta il nuovo dazio europeo da 3 euro sui piccoli pacchi provenienti dai Paesi extra Ue, compresi quelli di valore inferiore ai 150 euro finora esenti. In Italia, però, il prelievo rischia di raddoppiare: oltre al tributo europeo entrerà in vigore anche la tassa nazionale da 2 euro, prevista dalla legge di bilancio e sospesa fino a luglio. Una misura analoga, la cosiddetta “handling fee”, è attesa a livello Ue ma solo da novembre.

La lettera al ministero dell’Economia

La confederazione delle imprese di trasporto e logistica Confetra ha scritto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti chiedendo di “cancellare subito questa tassa per salvaguardare il comparto logistico nazionale”. Nella lettera il presidente Carlo De Ruvo avverte: “Provocherà il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e farà perdere 25 milioni di euro allo Stato”.

Anche il direttore generale Andrea Cappa sottolinea che “noi non siamo per bloccare il Paese o per proteste eclatanti, ma speriamo che il buonsenso prevalga anche stavolta” e propone “lo slittamento della tassa a novembre”.

Per Confcommercio il dazio europeo è condivisibile, mentre il contributo aggiuntivo italiano rischia un “effetto boomerang”, come afferma Riccardo Garosci.

Secondo le imprese, la misura spingerebbe le spedizioni verso altri hub europei, con un possibile dimezzamento dei flussi. Cappa aggiunge: “È una misura che va a colpire pacchi piccoli: un aereo o un camion ne trasporta migliaia”.

Intanto il gettito stimato è di 122,5 milioni nel 2026, ma le simulazioni parlano di un “paradosso fiscale” con incassi inferiori in caso di calo dei traffici. Sullo sfondo resta il commento del ministro delle Imprese Adolfo Urso, che ha definito il boom dei piccoli pacchi “un’invasione di cavallette senza precedenti”.

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Francesca Ripoli