Economia

Ecobonus 2027, arriva il tetto unico da 96mila euro: cosa cambia per infissi, cappotti e pompe di calore

La manovra 2027 conferma l’Ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico degli immobili, ma introduce una modifica importante ai limiti di spesa. Il disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri prevede infatti un massimale unico di 96mila euro per ogni unità immobiliare. Per i lavori sulle parti comuni dei condomini, il limite sarà invece di 40mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari dell’edificio.

La novità riguarda diverse tipologie di intervento, dalla sostituzione di finestre e infissi all’installazione di pompe di calore, passando per tende da sole e cappotti termici. L’obiettivo è semplificare il sistema delle agevolazioni, ma il nuovo meccanismo potrebbe ridurre i vantaggi fiscali per chi programma una riqualificazione energetica completa della propria abitazione.

Cosa cambia rispetto alle regole attuali

Attualmente l’Ecobonus prevede massimali differenti a seconda della tipologia di intervento. Infissi, schermature solari, pompe di calore, impianti solari termici e altri lavori dispongono di limiti autonomi, che possono essere cumulati rispettando i requisiti previsti dalla normativa. Con la manovra 2027, invece, tutte le spese confluiranno in un unico plafond. Questo significa che chi utilizzerà una parte consistente del massimale per realizzare un cappotto termico o sostituire l’impianto di riscaldamento avrà meno risorse disponibili per effettuare ulteriori lavori. L’impatto dovrebbe essere più contenuto per chi realizza un singolo intervento, mentre potrebbe diventare significativo per le ristrutturazioni energetiche più articolate, che finora potevano beneficiare di più massimali separati.

Detrazioni al 50% e al 36%: nessun ritorno al 65%

Un’altra questione riguarda le percentuali delle detrazioni fiscali. Nelle settimane precedenti alla presentazione della manovra si era ipotizzato un possibile ritorno dell’Ecobonus al 65% per alcune categorie di interventi energetici, sfruttando le possibilità previste dalle norme europee per gli investimenti destinati alla riduzione dei consumi. Questa ipotesi, tuttavia, non è stata inserita nel testo del Governo. Per il 2027 resteranno quindi confermate le aliquote già previste per il 2026: detrazione del 50% per i lavori effettuati sull’abitazione principale e del 36% per gli interventi sugli altri immobili. Non ci sarà dunque, almeno per il momento, un aumento generalizzato del beneficio fiscale per chi decide di migliorare l’efficienza energetica della propria casa.

Quali lavori rientrano nell’Ecobonus e cosa succede ora

Nel nuovo massimale continueranno a rientrare numerosi interventi di efficientamento energetico. Tra questi figurano la sostituzione di finestre e infissi, la realizzazione di cappotti termici e opere di coibentazione, l’installazione di pompe di calore, sistemi ibridi e impianti solari termici. Saranno agevolabili anche le schermature solari, comprese le tende da sole, e i dispositivi di building automation per la gestione intelligente dei consumi. Restano invece escluse le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili.

Le nuove disposizioni dovranno comunque superare l’esame parlamentare: il disegno di legge di Bilancio potrà infatti essere modificato durante il confronto nelle Commissioni e in Aula. Il quadro definitivo dipenderà quindi dall’approvazione della legge, ma l’indirizzo del Governo punta a mantenere gli incentivi riducendo la possibilità di cumulare più agevolazioni per interventi energetici complessi.

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Filippo Limoncelli