Electrolux dimezza la produzione in Italia e annuncia 1700 licenziamenti su 4500 dipendenti (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Electrolux Group ha diffuso una nota nel pomeriggio confermando quanto già comunicato dai sindacati di aver avviato oggi un “percorso per ottimizzare il proprio assetto organizzativo e produttivo in Italia”, che riguarda “circa 1.700 posizioni”. Il gruppo ha precisato che “ogni impatto sulla forza lavoro sarà gestito nel rispetto delle opportune procedure formali e attraverso interlocuzioni costruttive con istituzioni e sindacati. L’azienda si impegna a individuare tutte le misure disponibili per attenuare le ricadute sociali e sostenere i dipendenti coinvolti nel percorso di transizione”.
Il gruppo ha spiegato che il programma si inserisce in “un più ampio piano globale, finalizzato a migliorare l’efficienza operativa complessiva e a ottimizzare in modo mirato la capacità industriale su scala globale, con l’obiettivo di rendere l’organizzazione più agile e competitiva”. Sottolineando che il settore “elettrodomestici attraversa da anni una fase di marcata difficoltà in Europa a causa di diversi fattori”. Electrolux ha indicato che “l’ottimizzazione interessa l’intero perimetro del Gruppo in Italia, inclusi i cinque stabilimenti produttivi”. Il piano, comunque, prevede “un’ottimizzazione mirata delle attività, la razionalizzazione delle configurazioni di prodotto e dei volumi, e una più decisa concentrazione delle risorse sulle gamme a maggior valore aggiunto”.
Electrolux definisce l’Italia “un Paese strategico grazie alla sua forte presenza industriale e al contributo costante nello sviluppo di prodotto. Le competenze e le capacità presenti in Italia continueranno a svolgere un ruolo rilevante nel supportare lo sviluppo di prodotti per i mercati globali del Gruppo”, conclude il comunicato.
Il piano di ristrutturazione presentato oggi da Electrolux prevede la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e 1.700 esuberi, quasi il 40% dei 4.500 occupati. Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero nazionale, da declinare in ogni stabilimento. Al contempo, spiegano le sigle, “viene esclusa dalla direzione aziendale una possibile partnership con Midea (colosso cinese che produce elettrodomestici ndr) simile a quella siglata negli Usa”. Un annuncio “inaccettabile” per i sindacati: “Chiediamo al governo, fanno sapere in una nota, un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit”. Nei prossimi giorni, chiude la nota di Fim, Fiom e Uilm, coinvolgeremo le istituzioni locali per chiedere loro di fare fronte comune con i lavoratori”.