Hai dimenticato il bollo auto? Come mettersi in regola ed evitare il fermo del veicolo (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il bollo auto resta una tassa legata al semplice possesso del veicolo, indipendentemente dall’uso effettivo. Anche un’auto ferma in garage deve essere coperta dal pagamento annuale. Se l’automobilista dimentica la scadenza o salta un anno, l’ente competente — Regione o Provincia autonoma — può attivarsi per recuperare le somme dovute.
In una prima fase è possibile rimediare spontaneamente, versando quanto dovuto con sanzioni e interessi ridotti. Più si ritarda, però, più aumentano i costi aggiuntivi legati alla mora. Ignorare la scadenza non annulla l’obbligo e il debito continua a crescere nel tempo.
Se il mancato pagamento viene formalmente contestato, la pratica passa a un ente incaricato della riscossione. A quel punto l’importo richiesto comprende tassa, sanzioni e interessi maturati. Tra le misure più pesanti c’è il fermo amministrativo del veicolo: l’auto non può circolare e, finché il debito non viene saldato, non può neppure essere radiata dal Pubblico Registro Automobilistico. Questo impedisce anche demolizione o esportazione. Nei casi più gravi, se il credito non viene recuperato, si può arrivare alla vendita forzata del mezzo per coprire le somme dovute.
Per evitare sorprese è possibile controllare la propria posizione online, tramite il portale ACI o le app dedicate, inserendo la targa. In presenza di irregolarità si può usare il “ravvedimento operoso”, che consente di sanare la situazione con penalità ridotte rispetto a quelle successive ai solleciti ufficiali.
Esiste anche il tema della prescrizione: il bollo può cadere in prescrizione dopo tre anni, ma solo se nel frattempo non sono arrivati atti formali di contestazione. In assenza di comunicazioni, il contribuente può opporsi a richieste tardive, dimostrando il decorso dei termini.