Modello 730: come modificare il sostituto d'imposta dopo l'invio della dichiarazione (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il sostituto d’imposta gioca un ruolo fondamentale nella gestione della dichiarazione dei redditi tramite il modello 730/2026. Questo soggetto, che per i lavoratori dipendenti coincide con il datore di lavoro e per i pensionati con l’INPS, ha il compito di trattenere le somme dovute al Fisco o di erogare gli eventuali rimborsi Irpef direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione.
Quando si trasmette la dichiarazione precompilata, l’esatta indicazione di questo ente è un passaggio chiave. Tuttavia, può capitare che dopo l’invio si verifichino variazioni contrattuali, cambi di impiego o interruzioni del rapporto di lavoro che portano a uno stato di disoccupazione. In simili scenari, aggiornare tempestivamente il sostituto evita il blocco dei rimborsi spettanti o ritardi nei pagamenti.
Se il contribuente si accorge di aver commesso un errore subito dopo la trasmissione, la prima procedura messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate prevede l’annullamento totale del modello già inviato. Questa opzione è accessibile direttamente tramite l’applicazione web della precompilata.
Per il modello 730/2026, l’annullamento senza formalità può essere effettuato entro la scadenza del 22 giugno 2026. Entro questo termine, il cittadino può cancellare la vecchia dichiarazione e procedere a un nuovo invio inserendo i dati corretti del nuovo datore di lavoro. Se invece è stato utilizzato il modello Redditi Persone Fisiche, la data ultima per procedere all’annullamento telematico è fissata al 26 giugno 2026.
Nel caso in cui i termini per l’annullamento siano ormai decorsi, la seconda strada percorribile è l’utilizzo del modello 730 integrativo 2026. Questa soluzione si rivela indispensabile soprattutto quando il vecchio datore di lavoro, non avendo più il dipendente sotto contratto, invia all’Agenzia delle Entrate un avviso di diniego all’effettuazione del conguaglio.
A quel punto, il contribuente riceve una notifica e può accedere alla propria area riservata per inviare un integrativo di “tipo 2”. Questa specifica modalità permette di scegliere tra due alternative: indicare un nuovo sostituto d’imposta effettivo oppure selezionare la voce “nessun sostituto”. La presentazione del modello integrativo di tipo 2 tramite il canale precompilato rimane disponibile fino al 10 novembre 2026.
Se la necessità di correggere i dati emerge dopo il 10 novembre 2026, il contribuente non può più ricorrere al 730 integrativo. Fino al 1 febbraio 2027 resta comunque valida la possibilità di inviare un modello Redditi “tardivo”, mentre per una dichiarazione “integrativa” canonica ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2031. È importante ricordare come avviene la gestione finanziaria quando si sceglie l’opzione “nessun sostituto” (scelta obbligata, ad esempio, per chi ha perso il lavoro e riceve la disoccupazione dall’erogazione diretta).
In questa situazione, se dalla dichiarazione emerge un credito d’imposta, il rimborso verrà pagato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul codice Iban del cittadino. Se invece emerge un debito verso il Fisco, il contribuente dovrà provvedere autonomamente al saldo compilando ed eseguendo il pagamento tramite il modello F24.