Economia

SPID a pagamento: le alternative gratuite con CIE e guida per recuperare PIN e PUK smarriti

Dal 2016 lo SPID è stato gratuito, ma Poste Italiane ha deciso di introdurre un canone annuale di 6 euro a partire dal secondo anno di attivazione. La novità riguarda solo chi utilizza Poste come Identity Provider, mentre altri gestori come Aruba o InfoCert avevano già applicato un costo simile. Gli utenti possono recedere entro 30 giorni dalla scadenza del pagamento senza costi aggiuntivi. Se il canone non viene pagato, lo SPID resta congelato per 24 mesi, ma non viene cancellato.

Alternative gratuite allo SPID

Non tutti gli Identity Provider richiedono un pagamento: alcuni rilasciano ancora SPID gratuitamente. Inoltre, esiste un’alternativa sicura e gratuita: la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Dal 2026, la CIE sarà l’unico metodo per accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione in Italia, permettendo di entrare su siti come Agenzia delle Entrate o INPS senza SPID.

Codici PIN e PUK della CIE: a cosa servono

Il PIN e il PUK della CIE sono codici di sicurezza necessari per accedere ai servizi online. Il PIN abilita l’uso della carta, mentre il PUK serve per sbloccare il PIN se bloccato dopo tre tentativi sbagliati. I codici sono divisi in due metà: una consegnata al momento del rilascio della CIE, l’altra insieme al documento a casa.

Come recuperare PIN e PUK della CIE

Se il PIN è smarrito o bloccato, può essere reimpostato usando il PUK tramite l’app CieID. Per recuperare il PUK, serve avere comunicato al Comune contatti aggiornati e utilizzare la funzione “Recupero PUK” dell’app. Avvicinando la CIE allo smartphone con NFC e inserendo il numero di serie, dopo 48 ore si riceve un link via SMS o email per impostare il nuovo PUK e, di conseguenza, un nuovo PIN.

In questo modo, anche senza SPID a pagamento, la CIE garantisce accesso sicuro e continuo ai servizi digitali pubblici.

Published by
Filippo Limoncelli