Coronavirus vaccini, farmaci…le notizie compassionevoli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2020 10:56 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 13:53
Coronavirus Italia vaccini, farmaci...le notizie compassionevoli

Coronavirus vaccini, farmaci…le notizie compassionevoli (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus vaccini, farmaci…Corrono, comprensibilmente corrono le notizie su vaccini in rapidissima sperimentazione e quindi più o meno imminente produzione e notizie su farmaci che guariscono o quasi. Sono notizie che vanno date, somministrate, non possono e non devono essere negate. Ma sono notizie compassionevoli.

Compassionevoli la medicina battezza e chiama i farmaci che vengono somministrati ai pazienti affetti da una patologia per la quale farmaco specifico non c’è. Compassionevole, non lo si nega. Si prova a somministrare un farmaco sperimentato e usato per altre malattie. Si sa che quel farmaco non nuoce all’organismo umano e questo è il punto primo. Poi si immagina, ipotizza, sperimenta se e quanto e come la molecola attiva del farmaco interferisca o addirittura inibisca la replicazione e/o l’azione dell’agente patogeno (in questo caso il coronavirus). Somministrare farmaci in via compassionevole è cosa buona e potenzialmente utile, comunque è cosa doverosa per la medicina.

Somministrare notizie compassionevoli è cosa buona, potenzialmente utile e comunque doverosa per l’informazione. Ma ciò non muta la natura delle notizie che corrono su vaccini e farmaci anti coronavirus, notizie compassionevoli appunto e non notizie di terapie consolidate, notizie per far sperare e non notizie che speranza è giunta. Notizie compassionevoli bene, meno bene trasformarle, per fretta o ignoranza, in quel che non sono. 

Notizia ad esempio di un vaccino già in via di sperimentazione negli Usa, addirittura notizia di 45 umani che si sono già prestati alla sperimentazione. Vero dei 45 già sotto sperimentazione, ma a loro non è stato somministrato il vaccino che ancora non esiste, è stato somministrato il composto chimico-organico che conterrà il vaccino onde verificare se il composto sia o meno nocivo. Usa, partita la sperimentazione del vaccino è notizia a metà tra il compassionevole e l’illusorio.

Secondo esempio, il farmaco anti artrite. Lo si sta usando, vero. Ha effetti, non sempre ma abbastanza spesso. Vero. Ma la notizia, per essere anche veritiera oltre che compassionevole, dovrebbe contenere e mettere in evidenza che il farmaco anti artrite non ferma e non combatte il virus. Il farmaco anti artrite non è che lo compri in farmacia, te lo metti a casa e se ti viene la febbre e la tosse lo prendi e guarisci da coronavirus. Il farmaco anti artrite te lo danno se sie finito in ospedale e forse in terapia intensiva perché è una sorta di ultima speranza per diminuire una delle conseguenze dell’infezione polmonare e cioè l’infiammazione.

E ancora: il plasma dei guariti, gli antivirali…Certo, qualcuno anzi tanti dei contagiati guariscono. E guariscono talvolta aiutati magari da un farmaco anti virale, anti virale che non è anti coronavirus ma ci si prova lo stesso. Ma infondata e semplicistica è l’equazione: guarito con l’antivirale. Per ora i molti, i più che guariscono lo fanno per una sola ragione e con un solo farmaco: il proprio organismo. Che, prima o dopo di finire in ospedale più o meno gravi, può essere aiutato in via sperimentale e compassionevole con questo o quel farmaco. Talvolta funziona, talvolta no. Dipende, ad oggi, dal singolo organismo. Ma è giusto provarci.

Come è in fondo giusto segnalare che si lavora al vaccino, salutare ogni tappa, confermare che prima o poi vaccino sarà, essere quindi compassionevoli con la voglia della gente di esser certa che un giorno finirà. Raccontare però che quel giorno è domani non è compassionevole, anzi è un raccontare irresponsabilmente crudele.