Gianni Alemanno (Foto Ansa)
“Questo governo conservatore cerca di garantire la difesa dei valori identitari del nostro popolo e questo mi rappresenta. Le politiche economiche e sociali però mi sembrano continuazione di quelle di Mario Draghi. Mi auguro che ci sia un ripensamento complessivo perché l’esecutivo non sta rispondendo alle aspettative di chi lo ha votato”. Lo spiega, in un’intervista a La Stampa, Gianni Alemanno, ex ministro ed ex sindaco di Roma, oggi detenuto a Rebibbia.
Vannacci ha fondato un suo partito e vuole porsi come leader nella sfida identitaria. Ce la farà? “Se saprà costruire un’aggregazione politica ampia e partecipata, ce la farà sicuramente. Tra l’altro ha un background di vita, cultura e patriottismo molto superiore a quello di Meloni e Salvini” aggiunge.
Lei si definisce ‘sovranista sociale’. Non crede che il sovranismo sia diventato uno slogan vuoto? “In Italia rischia di diventarlo – prosegue Alemanno -, perché i partiti che hanno raccolto voti d’ispirazione sovranista non fanno politiche conseguenti. Credo che Trump, pur tra mille stranezze, stia cambiando gli equilibri mondiali in senso positivo e possa essere per noi una sponda per essere più sovrani in Europa”.
“C’è una pressante richiesta di sicurezza da parte dei cittadini, come c’è una forte protesta contro i flussi migratori incontrollati” va avanti. Che ne pensa del pacchetto sicurezza? “Ci sono alcune misure giuste – afferma ancora -, ma l’impostazione di fondo è sbagliata. È inutile aumentare i reati e le pene, se poi mancano i poliziotti e le risorse per perseguire questi reati. In particolare, lo dico per l’esperienza che sto vivendo, è necessaria una grande riforma del sistema penitenziario che oggi, nel sovraffollamento e nel degrado, si è trasformato in una vera e propria ‘università del crimine’. Nelle carceri italiane c’è un sovraffollamento assurdo che aumenta di mese in mese e che rende impossibile la rieducazione dei detenuti”.
Referendum sulla riforma della giustizia: vota sì o no? “Voto sì, perché con processi penali di tipo accusatorio è impensabile che le carriere dei pubblici ministeri non siano separate da quelle della magistratura giudicante” conclude Alemanno.