(Foto Ansa)
“Il termine patrimoniale non mi piace, ma andiamo oltre la questione semantica. È immorale non aggredire i super paperoni nel momento in cui le diseguaglianze esplodono e la forbice tra ricchi e poveri si allarga. Si deve fare”. Lo ha detto, in un’intervista alla Stampa, l’ex sindaca di Torino e oggi deputata Cinque stelle Chiara Appendino.
“Conosco – ha aggiunto – la posizione del presidente, ma dentro al Movimento il tema delle diseguaglianze è molto sentito. Molti la pensano come me: in questo periodo stiamo lavorando a Nova, il cantiere del programma. Io ho partecipato a Torino, e al tavolo in cui si discuteva di temi economici, la tassa sui grandi patrimoni è emersa. Ed è successo anche in altre città. Non basta solo la tassazione degli extraprofitti”.
Per Appendino, “mettere le mani nelle tasche dei paperoni significa essere radicali. Ma – dice – solo così si è alternativi a una destra caviale e champagne”.
“Penso – ha aggiunto – che la maggioranza dei cittadini sia favorevole a strumenti di redistribuzione della ricchezza: discutiamone e portiamo il tema al tavolo progressista, dove AVS è già favorevole”. Alla segretaria dem Elly Schlein, che pensa la patrimoniale sarebbe bene farla a livello europeo, Appendino risponde così: “Non possiamo aspettare l’Europa, non è sufficiente. Fossimo noi ad aprire la strada, sarei orgogliosa della mia italianità”.