Politica

Autostrade e treni: in Liguria un’estate da incubo isolamento

Come una doccia fredda è caduta sulle speranze dei liguri e soprattutto dei turisti che speravano di trovare nella prossima estate una Regione più accessibile, meno isolata per la crisi permanente delle sue infrastrutture. Invece questa del 2026, che doveva essere la stagione di una ripresa nei collegamenti, rischia di diventare il crak vero e proprio.

Intanto era stato promesso e garantito più volte che nel 2026 avremmo festeggiato l’apertura di almeno una canna del collegamento veloce ferroviario tra Genova e Milano, il famoso Terzo Valico, che per quanto incompleto per la mancanza di collegamenti ( e anche progetti) tra Tortona e Milano avrebbe garantito un viaggio più veloce. Altro che una canna.

Da tempo oramai il Terzo Valico ha perso il tempo nel senso che il finale di questa opera attesa da 110 anni è avvolto nel buio più completo. La bolla di gas in val Lemme nel cuore dell’Appennino ligure alessandrino ha frenato oramai da quasi due anni la costruzione della galleria più lunga che mai sia stata costruita in Italia.

Mancano poche decine di metri, ma mancano e poi ci sono tutte le opere di allestimento. Vuol dire finale nel 2029? O nel 2030? Ogni tanto i costruttori, o il viceministro delle Infrastrutture Edardo Rixi, che è genovese, annunciano trionfalmente la caduta di un altro diaframma in un complesso di gallerie che somma 83 chilometri, ma quello che non dicono mai è se si accende una luce alla fine del tunnel. Intanto la prossima estate avremo un’altra grande difficoltà ferroviaria per i grandi lavori sulla stessa linea, ma quella tradizionale tra Genova e Milano per i lavori molto importanti sul ponte sul Po.

Ci sarà la soppressione di molti treni, necessaria per sanare un passaggio chiave. Le ferrovie hanno studiato soluzioni alternative. Ma è chiaro che chi sceglierà su quella tratta la soluzione ferroviaria avrà un’estate con handicap ulteriori. L’altra grande delusione è l’annuncio che il presidente della Regione Marco Bucci ha dovuto fare sui tempi che riguardano i lavori di manutenzione sulla A 10, l’autostrada più frequentata durante l’estate, la Ventimiglia-Genova, gestita da “Concessioni del Tirreno, che vuol dire gruppo Gavio: ancora tre anni per completare la manutenzione, che è stata colpevolmente trascurata dai concessionari, fatto per il quale sono sotto due processi.

Altri tre anni di code, di salti di corsia, di blocchi e, quindi, di alto rischio per chi sopratutto dal Piemonte e dalla Lombardia , ma non solo, percorre questa autostrada da Ventimiglia a Genova e nel senso contrario, va in vacanza o cerca di tornare.
Siamo oramai a otto anni quasi dalla tragedia del ponte Morandi e da allora la situazione autostradale intorno a Genova e alla Liguria è in stato di emergenza.

La miracolosa ricostruzione del Ponte in diciotto mesi ha risolto lo strozzamento di Genova, ma nel frattempo sono entrate in crisi tutte le autostrade, perché l’inchiesta relativa al crollo ha smascherato la mancata manutenzione per anni e anni, che i concessionari avevano trascurato. E cosi, uno a uno si rifanno ponti e gallerie che in Liguria sono un record di quantità per tutta l’Europa, almeno 700 ponti e 600 gallerie. Un lavoro che in certi momenti appare senza fine e che, comunque, riporterà la situazione al punto di partenza, mentre il traffico continua ad aumentare, come se i blocchi, le code, le difficoltà, invece di dissuadere i viaggiatori, li spingessero a scegliere ancora i tragitti liguri. Il prossimo 8 giugno la Corte di Genova annuncerà la data nella quale verrà pronunciata la sentenza nel processo principale contro i 57 imputati accusati del crollo.

Succederà più o meno in coincidenza con l’anniversario, il 14 agosto 2018 e avrà un significato forte. Ma non inciderà certo sul caos del traffico, che continua senza tregua. Sarà fatta giustizia per una tragedia incredibile, che però questi lavori continui e ovunque spiegano in qualche modo, ancora più colpevolmente per chi doveva mantenere, e non lo ha fatto, chilometri di autostrade.

Published by
Franco Manzitti