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C’è l’accordo tra Usa e Iran, venerdì la firma in Svizzera. Macron: “Pronti a sminare Hormuz”

Con l’apertura dello Stretto di Hormuz, “prevista per venerdì, in concomitanza con la firma dell’accordo e per consentire le operazioni di sminamento, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo!”. A scriverlo su Truth è il presidente americano Donald Trump. Che spiega: “Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell’intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale”.

In realtà, a detta di molti osservatori, Trump ha raggiunto un accordo che è peggiore anche di quello che raggiunse Obama sul nucleare. E l’Iran non ha vinto la guerra ma non l’ha nemmeno persa. Le forze armate di Teheran lo sanno bene e dichiarano di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele. L’Iran “ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi”, ha affermato lo Stato maggiore iraniano in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.

Foto Ansa

Gli accordi in vigore da venerdì prossimo, poi le trattative per 60 giorni

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che gli impegni assunti da Teheran nell’ambito del nuovo accordo con gli Stati Uniti entreranno in vigore a partire da venerdì. Dopo la conferma dell’accordo, Gharibabadi ha dichiarato che i negoziati per un accordo definitivo proseguiranno per 60 giorni e si concentreranno principalmente sulla revoca delle sanzioni aggiungendo che l’Iran passerà alla fase successiva dei negoziati solo dopo lo scongelamento dei suoi beni, la fine del blocco imposto dagli Stati Uniti e la conclusione formale della guerra.

Dopo la firma dell’accordo i prezzi del petrolio sono crollati, con il Wti che ha perso il 4,8%, a 80,80 dollari al barile, mentre il Brent ha ceduto il 3,9%, a 83,89 dollari.

L’accordo è arrivato al termine di un’ennesima giornata campale con l’attacco di Israele in Libano e la minaccia di una ritorsione iraniana. Ad annunciare l’accordo “con la firma il 19 giugno in Svizzera” è stato il Pakistan. Donald Trump ottiene così la pace nel giorno del suo compleanno, anche se in Iran è già la mezzanotte.

Hormuz, l’uranio, gli asset iraniani congelati

In base alle ultime bozze del memorandum, lo Stretto di Hurmuz riaprirà, come confermato dal presidente, mentre nei prossimi 60 giorni Washington e Teheran decideranno come diluire l’uranio arricchito e sbloccare gli asset iraniani congelati. “Ci occuperemo della questione della polvere nucleare più avanti, quando saremo pronti a intervenire. Direi nel corso del prossimo mese o due. Non c’è fretta”, ha detto il commander-in-chief annunciando la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. “L’accordo è ora completo. Congratulazioni a tutti”, ha scritto sul suo social il presidente. “Autorizzo pienamente l’apertura gratuita dello Stretto di Hormuz e, contemporaneamente, autorizzo l’immediato ritiro del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori”, ha aggiunto in un messaggio trionfante poco dopo che il premier del Pakistan aveva annunciato l’accordo. “Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano”, ha detto Shehbaz Sharif.

La lite con Netanyahu

L’annuncio dell’intesa è seguito alle nuove dure critiche di Trump al premier israeliano Benyamin Netanyahu per l’attacco in Libano. Parlando con Axios il tycoon ha liberato tutta la sua rabbia: “Perché ha dovuto fare un fottuto attacco? Ero così furioso. Gliel’ho fatto sapere. Non ha nessun cazzo di giudizio”, è stato lo sfogo senza freni contro Netanyahu. Colpevole, secondo il leader Usa, di aver ordinato i raid sulla roccaforte di Hezbollah ritardando così la firma elettronica del memorandum di Islamabad, inviso allo Stato ebraico. “L’attacco non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l’Iran”, ha sentenziato il tycoon.

Israele “sbalordita” dalle parole di Trump

Funzionari israeliani citati dai media si sono detti “sbalorditi” delle parole di Trump. L’attacco israeliano contro Beirut – da tempo una linea rossa per le forze iraniane – è giunto in “risposta” ad “attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano”, hanno affermato Netanyahu e il suo ministro della Difesa Israel Katz, mentre i media libanesi hanno parlato di almeno 3 morti e 15 feriti.

Stando a quanto riferito ancora da Axios, l’Idf ha informato il Centcom statunitense solo poco prima dell’attacco, per il quale Teheran si è detto pronto a una “imminente” rappresaglia: “Abbiamo il dito sul grilletto”, aveva detto il comandante delle forze armate iraniane Ali Abdollahi, facendo alzare l’allerta in Israele che ha vietato gli assembramenti e si prepara a fronteggiare un eventuale attacco missilistico iraniano.

Israele non vede vantaggi nell’intesa tra Iran e Stati Uniti: secondo i funzionari israeliani citati dai media ebraici, il memorandum di Islamabad “mette in pericolo gli interessi” del Paese, e con la sua firma Washington cede alle “principali condizioni” poste da Teheran. Eppure, il tycoon ha rivendicato un successo, in particolare per aver strappato la promessa – a quanto sembra contenuta nel documento – che Teheran non produrrà né acquisirà armi nucleari.

A Evian in Francia al via il G7

I leader del G7 inizieranno oggi a Evian, in Francia, le discussioni sulle “conseguenze” dell’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, inclusa la “riapertura a lungo termine” dello Stretto di Hormuz. L’annuncio dal presidente Macron: “L’obiettivo sarà quello di esaminare le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura a lungo termine di Hormuz e, naturalmente, la conclusione di un accordo sul nucleare e sui missili balistici in Iran”, ha affermato il presidente francese in un video pubblicato su Instagram al suo arrivo nella città sulle rive del Lago di Ginevra.

Macron: “Missione marittima per sminare Hormuz”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che la “missione marittima internazionale istituita dalla Francia e dal Regno Unito” è “pronta ad accompagnare” la riapertura dello Stretto di Hormuz dopo l’accordo concluso tra gli Stati Uniti e l’Iran. “I mezzi sono dispiegati e pronti a essere attivati”, ha scritto su X.

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Lorenzo Briotti