Politica

Cesare Parodi, il presidente (dimissionario) dell’Anm sui cori con Bella Ciao a Napoli: “Io non li avrei fatti”

“Secondo me non è un qualcosa di politico. Io sicuramente non ho mai avuto atteggiamenti di questo tipo e condivido le indicazioni del Presidente Mattarella che ha detto a tutti, non solo ai magistrati, di mantenere sempre un contegno istituzionale e una compostezza che secondo me sono assolutamente importanti. È stato, credo, non certamente un atteggiamento politico, un momento di sfogo dopo una lunga tensione. Se è stato un gesto estemporaneo dopo una lunga tensione, credo che sia quantomeno umanamente comprensibile anche se, ripeto, io certamente non l’avrei fatto”. A dirlo ai microfoni di Rtl 102.5 è Cesare Parodi, il presidente dimissionario dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati. Parodi ha commentato i cori con Bella Ciao dei magistrati di Napoli dopo la vittoria del sì al referendum.

“Ognuno ha il suo carattere, io non critico nessuno, ognuno ha le sue reazioni, io non posso certamente richiamare nessuno, prendo atto di questo. Non è stata una manifestazione che io avrei condiviso ma che credo che sia un po’ il frutto dei tempi e questo è il mio problema, il frutto dei tempi. – ha detto tra l’altro Parodi – Credo, temo purtroppo, che in caso di vittoria del sì non sarebbero mancate manifestazioni di senso contrario, appunto analoghe a queste, anche se probabilmente figlie di questo momento storico che ci ha portati a contrapporci, laddove invece è un semplice dibattito, un dialogo. Siamo andati globalmente un po’ fuori e sopra le righe. Io auspico fortemente che adesso si possa riprendere un discorso fra tutti quanti perché è fondamentale per la giustizia e per il Paese riprendere a parlare con dei toni normali, così che i cittadini abbiano un’immagine di fiducia della magistratura e della politica e ovviamente della classe forense. Tutti fondamentali per il Paese”.

Cesare Parodi, il presidente dimissionario dell’Anm sui cori con Bella Ciao a Napoli: “Io non li avrei fatti” (foto Ansa) – BLitz Quotidiano

Le dimissioni di Parodi

Dopo il risultato del referendum, Cesare Parodi ha annunciato che si dimetterà dall’Anm il prossimo 28 marzo. La sua uscita di scena è legata a “motivi strettamente personali”: seri problemi familiari che lo costringono ad uscire fuori dal tritacarne mediatico a cui è stato esposto durante la battaglia del sindacato delle toghe contro la riforma Nordio e le numerose polemiche con il governo. Il suo successore arriverà forse ad aprile.

La decisione, maturata già pochi giorni fa, è stata comunicata ufficialmente da Parodi, a urne chiuse per non legare la sua scelta al risultato e non influenzare il voto, a tutto il Comitato direttivo centrale dell’associazione, gelando più di un suo collega. La modalità non era stata concordata e un primo annuncio informale era atteso alla prima riunione post referendum della giunta, fino alla formalizzazione delle dimissioni il prossimo 28 marzo, in occasione della riunione dello stesso Comitato direttivo centrale. La scelta del timing spiazza, ma in quell’anticipo netto – assicurano fonti dell’Anm – non c’è alcun “motivo politico”.

In un’intervista al Corriere della Sera, Parodi ha accennato alle ragioni che l0 hanno spinto a lasciare: “Una [critica ricevuta] mi ha ferito più di altre. Sui social sono stato accusato di trascurare il mio lavoro (da procuratore aggiunto a Torino è divenuto Procuratore capo di Alessandria ndr). Una critica che mi ha infastidito profondamente e che respingo: si chieda agli avvocati che quotidianamente vengono nel mio ufficio per esigenze quotidiane se in qualche caso sono venuto meno alle loro sollecitazioni”

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Lorenzo Briotti