(Foto Ansa)
Nuova escalation attorno alla base britannica della Raf di Akrotiri, a Cipro. Dopo il primo attacco notturno con drone, nella tarda mattinata le sirene sono tornate a suonare e due velivoli senza pilota diretti contro l’installazione sono stati intercettati. Le forze britanniche avevano riferito di aver risposto a un sospetto attacco avvenuto a mezzanotte, senza vittime, parlando di “situazione attiva”.
“La nostra protezione nella regione è al massimo livello e la base è intervenuta per difendere la nostra gente”, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa. L’episodio segue il via libera di Londra all’uso delle basi da parte degli Stati Uniti per operazioni “difensive” contro missili iraniani. La ministra degli Esteri Yvette Cooper ha confermato che il drone ha colpito la pista: “Al momento non siamo in grado di fornire ulteriori informazioni e dettagli, ma ovviamente vengono prese tutte le misure precauzionali nei pressi della base”.
“Il Regno Unito non è in guerra”, ha detto il viceministro Hamish Falconer, precisando che Londra non partecipa alla prima ondata di raid contro Teheran ma sostiene l’uso delle basi per azioni difensive. Da Bruxelles, Ursula von der Leyen ha assicurato: “Siamo collettivamente, fermamente e inequivocabilmente al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia”. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha parlato di “un drone Shahed” che ha causato “lievi danni materiali” e ribadito che Cipro “non intende partecipare ad alcuna operazione militare”.
Dopo il secondo attacco, l’area è stata parzialmente evacuata. La Grecia invierà due fregate e due F-16: “La Grecia contribuirà in ogni modo possibile alla difesa della Repubblica di Cipro”, ha dichiarato il ministro Nikos Dendias. Nicosia, intanto, chiede a Londra “garanzie” sull’uso della base a “soli a scopi umanitari”.