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Colombia, il trumpiano Abelardo De la Espriella che vuole “bombardare i narcos” vince il primo turno delle presidenziali: sfiderà il progressista Ivan Cepeda

Il candidato trumpiano alle elezioni per la presidenza della Colombia, Abelardo De la Espriella, è passato in poche settimane da outsider a favorito. È arrivato primo alle elezioni che nel paese sudamericano si sono svolte nel fine settimana e già canta vittoria: “Cambieremo la storia della Colombia per sempre. Al ballottaggio batteremo la tirannia e l’assolutismo”. Così, con addosso la maglia della nazionale, ha celebrato il successo del primo turno, che lo vede in testa con il 44%. Secondo il candidato progressista senatore, filosofo e difensore dei diritti umani, Ivan Cepeda che sui è fermato al 41%.

In vista del ballottaggio in programma il 21 giugno, De la Espiella potrà contare sull’appoggio della grande sconfitta: la candidata dell’ex presidente Alvaro Uribe, Paloma Valencia, che ha ottenuto il 6% dei voti. La rimonta di Cepeda appare invece molto difficile anche se potrà contare, con molta probabilità, sul 4% dei voti del candidato centrista Sergio Fajardo. Al secondo turno comunque tutti e due partiranno da zero. E al di là delle alleanza politiche ambedue i candidati in lizza cercheranno soprattutto di convincere anche quel 45% che ha disertato le urne. Secondo alcuni osservatori, molti di loro avrebbero deciso di astenersi perché scontenti del clima di polarizzazione che ha segnato la campagna elettorale. E magari potrebbe essere premiato il candidato capace di offrire una immagine più istituzionale possibile.

Il ballottaggio è lontano ma il candidato trumpiano sente la vittoria in tasca. Così anche i suoi sostenitori che hanno suonato i clacson e sfilato con le auto a Bogotà. De la Espriella, chiamato dai suoi “il Tigre”, si è presentato sul lungomare di Barranquilla a festeggiare. De la Espriella si è presentato indossando òa maglietta gialla della nazionale, il simbolo di cui si è impossessato per mostrare durante tutta la campagna elettorale il suo lato ultra-nazionalista. Ai suoi sfidanti, “il Tigre” ha detto: “Non osate insistere a ignorare i risultati delle elezioni perché il popolo si ribellerà e vi punirà. Siete un paio di banditi che stiamo per cacciare. La democrazia deve essere mantenuta con la ragione o con la forza”. Quindi, tra gli applausi, ha lanciato “un appello alle forze pubbliche, all’esercito, affinché attivi il meccanismo costituzionale nel caso in cui Petro”, definito “criminale, tossicodipendente e infelice” tenti “di ignorare la volontà del popolo colombiano.

Chi è Abelardo De la Espriella: “Con me nessun processo di pace, bombarderò i narcos”

De La Espriella è un noto penalista che guida un gruppo imprenditoriale che va dall’abbigliamento al rum. Il suo movimento Defensores de la Patria non ha alcun deputato nella legislatura uscente. Ha una retorica simile a quella di Donald Trump e intende liberalizzare ancor di più l’economia colombiana come fatto dal presidente argentino Javier Milei, uno dei suoi più convinti sostenitori. La sua figura mediatica è costruita attorno a un’immagine di forza che si è spinta oltre al tradizionale repertorio securitario di Alvaro Uribe, l’ex presidente della Colombia (inquisito per legami con i paramilitari e col narcotraffico ndr), il grande perdente di queste elezioni dopo che per 20 anni ha imposto alla destra i suoi candidati. Per cercare di restaurare l’ordine in un Paese martoriato da narcotraffico, gruppi armati illegali e violenza diffusa, il candidato dell’ultradestra ha come modello dichiarato Nayib Bukele, il presidente del San Salvador noto per i suoi metodi durissimi nella lotta alla delinquenza. “Con me non ci sarà alcun processo di pace” ha detto promettendo di voler bombardare i narcos.

Il candidato della sinistra Ivan Cepeda (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Cepeda chiede verifiche sulla regolarità del voto

Ivan Cepeda ha contestato i dati elettorali del primo turno ed ha parlato di irregolarità nel conteggio di dieci milioni di voti: “Il presidente della Repubblica si è appena espresso su una discrepanza che intendiamo verificare riguardo al censimento elettorale. E non si tratta di una discrepanza qualsiasi. Stiamo parlando di 850.000 persone. Vogliamo che la questione venga chiarita”, ha affermato Cepeda.  “Esistono informazioni su un determinato numero di seggi”m che si stanno verificando, in cui si sono verificati “voti atipici”. “Solo quando le commissioni di scrutinio avranno chiarito completamente la questione ci pronunceremo sui risultati”, ha concluso.

Cepeda votato a Bogotà, sulle coste e in Amazzonia, “il tigre” all’estero

Malgrado la sconfitta al primo turno di Cepeda, la sinistra colombiana non esce ridimensionata. Appare chiaro che esistono due Colombie. Come accadde quattro anni fa, il blocco progressista è stato molto votato sulle coste caraibiche e pacifiche, in Amazzonia e in molte delle regioni storicamente marginalizzate. Ottimo il risultato anche nella capitale Bogotá, dove Cepeda supera il 41% dei voti  distanziando De la Espriella di circa quattro punti.

L’interno andino, i dipartimenti più conservatori e le aree che nel 2016 votarono contro gli accordi di pace si sono invece schierati ancora una volta con la destra. De la Espriella ha vinto anche con i voti all’estero ottenendo il 54,36% delle preferenze, contro il 28,46% di Cepeda. Il candidato della destra radicale ha costruito il proprio vantaggio soprattutto negli Stati Uniti dove vive la più ampia comunità colombiana all’estero. Il candidato trumpiano si è imposto anche in Canada, Panama, Ecuador, Bolivia, Venezuela e in diversi Paesi dell’America centrale e dei Caraibi. Cepeda ha invece prevalso in gran parte dell’Europa, vincendo in Spagna, Germania, Francia, Belgio, Svezia, Portogallo e Italia.

 

 

Published by
Lorenzo Briotti