Cos’è lo "scudo" penale e cosa cambierebbe per gli agenti di polizia: dal fermo preventivo alle zone rosse (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il nuovo pacchetto sicurezza su cui lavora il governo si muove su più direttrici: prevenzione delle violenze nelle manifestazioni, restrizioni sulle armi da taglio, rafforzamento dei poteri sul territorio e tutele legali più ampie. I tecnici dei ministeri stanno valutando quali interventi inserire nel decreto legge e quali nel disegno di legge, entrambi destinati al Consiglio dei ministri. La Lega spinge per un decreto il più ampio possibile, ma l’inserimento delle norme deve rispettare i criteri di necessità e urgenza.
Tra i punti considerati prioritari figurano la stretta sui coltelli, la riforma delle polizie locali, il fermo preventivo per soggetti ritenuti pericolosi in occasione di cortei, lo sgombero esteso delle case occupate, l’ampliamento dell’uso del taser e l’aumento dei militari impiegati in “Strade Sicure”, dagli attuali 6.100 a 10mila. Non tutte le misure entreranno nel decreto, ma alcune — come lo stop alla vendita di coltelli ai minori e lo scudo penale — appaiono destinate a rientrarvi.
Tra le novità più discusse c’è il cosiddetto fermo preventivo: la “la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia di trattenere per non oltre 12 ore per gli accertamenti di polizia persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione“. Matteo Salvini avrebbe proposto di estendere il limite a 48 ore. In parallelo si pensa al potenziamento del Daspo urbano, con divieti di accesso alle aree cittadine per soggetti denunciati o condannati per reati legati alle proteste, e all’arresto in flagranza differita per danneggiamenti durante i cortei.
Centrale anche lo scudo penale “erga omnes”, che prevede la non iscrizione nel registro degli indagati in presenza di “cause di giustificazione”. L’ipotesi è che il pm abbia sette giorni per accertamenti preliminari prima di un’eventuale iscrizione, se davvero necessaria.
Particolare attenzione è riservata ai minori: vietata la vendita di lame agli under 18, anche online, con sanzioni fino a 12mila euro in caso di recidiva. Si amplia l’ammonimento del questore per ragazzi tra 12 e 14 anni e si introducono multe ai genitori che non vigilano. Previsto inoltre il divieto di porto di coltelli con lama oltre 5 centimetri, salvo giustificato motivo.
Si punta anche all’istituzione più agevole di “zone rosse”, dove soggetti segnalati per reati contro la persona, droga o armi non potranno sostare. Restano però nodi giuridici e politici. Maurizio Gasparri ricorda che “Molte volte in Italia ci si dimentica di norme che sono in vigore, come l’obbligo di firma”, mentre Antonio Tajani propone: “Bisogna impedire a chi è già pregiudicato di reati violenti commessi durante le manifestazioni di partecipare, come avviene con il daspo per il calcio”.
Di segno opposto Alberto Cirio, secondo cui “se il decreto sicurezza fosse già stato approvato tutto questo non sarebbe accaduto” e “in quel decreto c’è lo strumento per poter prevenire queste cose: c’è scritto che se tu fermi una persona che ha dei precedenti specifici per quei reati, per 12 ore non lo lasci muovere, così per 12 ore non parteciperà a picchiare i poliziotti”.