Politica

Francesco Silvestri (M5s) e la frase sulla Meloni: “Usa le ginocchiere per stare più comoda”. Le accuse di sessismo da FdI (e non solo)

Polemica in Aula alla Camera, nella giornata di ieri, per una frase del pentastellato Francesco Silvestri durante il dibattito sulle comunicazioni della premier. Silvestri è andato all’attacco sottolineando che “dopo il referendum si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi dalla posizione che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump” ma “lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader completamente diversi e spero che tra qualche mese” sarà così, ha detto.

Fratelli d’Italia (e non solo) contro Silvestri

Le parole di Silvestri hanno provocato diverse reazioni da parte di esponenti di Fratelli d’Italia. A protestare sono state però anche diverse parlamentari donne della minoranza.

“È vergognoso – ha stigmatizzato nel suo intervento Paolo Trancassini di FdI – dire che qualcuno dovrebbe mettersi le ginocchiere anziché alzare la testa, lo dico alle belle anime della sinistra: sapete perfettamente quando si dice a una donna che si debe mettere le ginocchire davanti a un uomo. Questo è un fatto vergognoso!”. Trancassini ha chiesto alla presidenza di intervenire: “Mi auguro che si apra una istruttoria”. “Verificheremo assolutamente”, ha detto il presidente Lorenzo Fontana.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, ha attaccato la sinistra e il collega pentastellato: “Le parole pronunciate da Silvestri sulle ginocchiere rappresentano un livello di confronto politico inaccettabile e indegno delle istituzioni repubblicane. L’allusione contenuta in quella espressione richiama stereotipi offensivi e colpisce non solo il Presidente del Consiglio, ma il principio stesso secondo cui il merito, il consenso e il percorso politico debbano essere riconosciuti senza insinuazioni sessiste o degradanti. Come ha dichiarato il Presidente Meloni nella sua replica, la sinistra non riesce ad accettare che c’è qualcuno che senza mai indossare le ginocchiere è arrivata a ricoprire quel ruolo senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie”.
Bignami ha proseguito: “E ai difensori della dignità della donna a corrente alternata dà fastidio che la prima donna premier in Italia sia arrivata dalla destra perché voi non siete stati capaci di proporla. Quando il linguaggio politico scivola nell’insulto personale e nella delegittimazione attraverso riferimenti umilianti, viene meno il decoro richiesto a chi ricopre un mandato parlamentare. Per queste ragioni chiediamo formalmente alla Camera dei Deputati di valutare l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento e di disporre la sospensione del deputato Francesco Silvestri per la gravità delle espressioni utilizzate. Allo stesso tempo, riteniamo che un gesto di responsabilità politica imporrebbe allo stesso Silvestri di rassegnare le proprie dimissioni”.  Sarcastico invece il collega di partito Federico Mollicone che, riferendosi alle polemiche sulla commissione Covid, ha detto: “M5s lasci stare ginocchiere e chiarisca sulle mascherine”.

Silvestri: “Ginocchiere? Nessun sessismo ma un’accusa di sudditanza politica”

Francesco Silvestri ha replicato alle accuse di sessismo: “Non strumentalizziamo. Sono quattro anni che questo governo è inginocchiato a Trump e alla politica di Netanyahu: ecco spiegato l’arcano delle mie parole. Se poi qualcuno ha voluto trasformare l’accusa che ho rivolto ad una chiara postura politica in un atteggiamento sessista, allora c’è malafede al solo fine di strumentalizzare e nascondere la verità. Tra l’altro lo ha fatto non avendo nessuna contezza della mia storia politica né di quella del Movimento 5 Stelle. La mia cultura è diversa da quella di qualcun altro: io mi chiamo Silvestri e il mio cognome finisce con la I e non con la O”.

Boldrini: “Deprecabile parlare di ginocchiere, ridicolo usare il maschile per una donna”

La vicepresidente della Camera Anna Ascani del Pd guidava i lavori dell’Aula al momento dell’intervento del deputato del M5s. Questo il suo commento: “Mi scuso con l’Aula. Se avessi colto nelle parole di Silvestri il senso che poi è stato descritto sarei intervenuta. Valuterà il collega se intervenire per chiarire quelle parole. Mi scuso per quello che è stato colto come una mia mancanza. Non ho colto questo senso e di questo mi scuso”. Critiche anche da Quartapelle e Valente sempre del Pd, da Calenda e da Renzi.

Laura Boldrini ha difeso la premier facendo notare però che la premier continua ad usare sempre il maschile: “La presidente del Consiglio non perde occasione per usare le istanze femministe a proprio uso e consumo, strumentalizzandole, anche nell’aula di Montecitorio. Sì, ho manifestato insofferenza quando il collega di Fdi continuava a dire “signor presidente” rivolgendosi a Giorgia Meloni perché considero ridicolo che una donna si faccia chiamare al maschile. Ridicolo e contrario alla grammatica italiana. Come considero deprecabile dire a una donna che ‘indossa le ginocchiere’ per rappresentarne la subordinazione politica a un uomo. Una frase, per altro, successivamente chiarita dal collega Silvestri”.

Laura Boldrini ha proseguito: “La difesa delle donne, signora Presidente, passa da molte cose: dallo sradicamento degli stereotipi sessisti, dalla garanzia della parità salariale, dalla distribuzione del carico di cura dentro le famiglie, dal riconoscimento del sacrosanto principio del consenso nei rapporti sessuali, dal congedo genitoriale paritario, dall’educazione delle giovani generazioni al rispetto e all’uguaglianza. E passa anche dall’uso di un linguaggio che declini al femminile i ruoli rivestiti da donne abbandonando l’idea che l’autorevolezza e il prestigio passino dall’utilizzo del maschile. Indignarsi per una frase facilmente interpretabile in modo sessista pronunciata nell’aula di Montecitorio è giusto, ma rischia di risultare opportunista se si rivela solo un modo per attaccare gli avversari politici”.

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Lorenzo Briotti