Politica

Il caso (e il caos) degli agenti Ice alle olimpiadi di Milano-Cortina, quando la politica entra anche nello sport

Le Olimpiadi della neve non sono ancora iniziate, le polemiche si. Come al solito ad inguaiarle è stata la politica che non vede l’ora di trovare una pagliuzza per appiccare l’incendio. Da un paio di giorni i media hanno come obiettivo primario l’ICE, quella polizia statunitense finita nell’occhio del ciclone per aver ammazzato due persone nel giro di pochissimi giorni. Non stranieri, magari illegittimi, ma cittadini americani che, secondo l’accusa, sono stati prima massacrati e poi uccisi. Che cosa c’entra tutto questo con lo sport, con una manifestazione che terrà con il fiato sospeso milioni di appassionati? Dipende dal fatto che la comitiva americana (di cui fa parte anche il vicepresidente Vance) verrà accompagnata in Italia (e difesa) proprio da un gruppo di agenti dell’ICE.

A denunciarlo ai giornalisti è stato il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il quale è stato poi smentito dal ministro Piantedosi. Chi ha ragione? Se si dovesse dar retta alle parole del vicepremier Antonio Taiani dovremmo scrivere che l’ex sindaco di Milano non ha detto una bugia. Ma non è questo il problema di fondo. È amaro constatare che anche un grande spettacolo sportivo venga strumentalizzato dalle risse politiche. Nei giorni in cui si svolgono le Olimpiadi si dovrebbe tutti parlare un solo linguaggio: quello della competizione degli atleti che vincano sì o no una medaglia. Cosa insegnava De Coubertin? “L’importante è partecipare”. Se poi si conquista un oro o un bronzo tanto meglio senza però intaccare il fatto che si è stati protagonisti di gare sognate da ogni atleta.

La bagarre è iniziata subito, non appena la notizia è stata divulgata dai giornali o dalle tv. L’opposizione si è scatenata, non l’è apparso vero. È stato preso di mira prima il ministro dello sport Andrea Abodi, poi le frecce velenose sono aumentate per arrivare a Palazzo Chigi. “Sono degli assassini e noi li facciamo venire a casa nostra”, ha tuonato la sinistra intera. “Vergognatevi”. Così, l’asse tra la Meloni e Trump è ritornata in prima linea. I più oltranzisti hanno gridato a lungo per mettere all’angolo gli avversari dimenticando, però, che queste stesse forze speciali erano state osannate da Obama e da Biden. Niente: ormai la miccia era stata accesa e l’incendio è scoppiato.

Fino a quando durerà? Inficerà la bellezza di uno spettacolo che si ripete ogni quattro anni? Purtroppo, la risposta è sì, perché non è stato soltanto questo l’argomento che ha diviso la politica. È sul giorno dell’inaugurazione che si è sviluppato un altro braccio di ferro. Quella mattina a cantare all’inizio dei Giochi sarà Amdouni Ghan, un artista italiano di origini tunisine. Stavolta ad alzare la voce è la destra che ritiene la scelta una provocazione. “Non si poteva far venire sul palco un italiano: eppure ce ne sono tanti di bravi applauditi in tutto il mondo”. “Spero non esprima quel giorno il suo pensiero”, si difende ancora il ministro Abodi. Insomma, invece di parlare di Federica Brignone che sarà in gara dopo il grave incidente occorsole diversi mesi fa, le Olimpiadi sono al centro di polemiche che non possono e non debbono rovinare lo spettacolo.

Il fuoco divampa, ogni occasione è buona in vista di un referendum che vorrà dire molto per il nostro Paese. Il sì e il no sono dovunque: persino nei centri culturali dove il dibattito dovrebbe essere di tutt’altro tenore. I magistrati accusano il governo, gli esponenti della maggioranza rispondono a tono affermando che le critiche non hanno un minimo di credibilità. Il cardinale Zuppi interviene durante un dibattito ritenendo che la magistratura deve essere indipendente; il segretario dell’Anm ricorda la crudezza di quel che è avvenuto a Minneapolis ed è convinto che quell’omicidio di Stato rimarrà impunito in una democrazia il cui sistema giudiziario si ispira alla riforma Nordio”: Chiedono in molti: “Si può esprimere in questo modo un giudice?”.

Sempre loro (i magistrati) rimangono al centro di ogni discussione. Pure Giorgia Meloni interviene a proposito usando parole dure contro i giudici elvetici che hanno rimesso in libertà un uomo che ha sulla coscienza la morte di 40 ragazzi che volevano festeggiare nel suo locale l’arrivo del nuovo anno. La premier sostiene che deve essere una commissione di entrambi i Paesi a dover chiarire la bruttissima vicenda. “Finché non sarà così, il nostro ambasciatore a Berna rimarrà in Italia”. Amen

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Bruno Tucci