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Labour dimezzato e Reform primo partito alle amministrative in Inghilterra. Farage: “Il meglio deve ancora venire”

Pesantissima batosta per il Partito laburista del premier Keir Starmer e boom della destra trumpiana di Reform Uk di Nigel Farage, nelle elezioni locali britanniche. Il Labour vede dimezzati i consiglieri che aveva e risulta superato come primo partito da Reform. Male anche i Conservatori, mentre guadagnano seggi – seppure più marginalmente rispetto a Farage – sia i centristi Liberaldemocratici, sia i Verdi del cosiddetto “ecopopulista” Zack Polanski (sinistra radicale).

Reform Uk ha in Inghilterra – dove partiva da quota zero, non essendo stato ancora fondato all’epoca delle precedenti amministrative del 2021 – circa 100 seggi in più del Labour fra quelli in palio nei diversi consigli scrutinati. Il partito di Starmer è invece testa a testa per numero di consiglieri eletti ieri con i Liberaldemocratici di Ed Davey (che cresce di qualche decina di seggi contro le centinaia guadagnate dal partito di Farage) e con i Tories di Kemi Badenoch: i quali ultimi perdono circa un terzo dei consiglieri che avevano nel 2021, ma possono consolarsi per non essere stati del tutto cannibalizzati a destra da Reform Uk e soprattutto per aver vinto in una delle amministrazioni simbolicamente più importanti in lizza a Londra, il municipio circoscrizionale di Westminster, dove ha sede la cittadella del potere britannico, sottraendone il controllo ai laburisti.

Nigel Farage (foto Ansa) — Blitz Quotidiano

Gli alleati di Starmer insistono intanto nelle prime ore di scrutinio a difendere la leadership del premier, aggrappandosi alla differenza fra voto locale e quadro politico nazionale. Ma John McDonnell, dissidente della sinistra interna del Labour, definisce “inevitabile” – con questi risultati – una messa “in discussione” del ruolo del premier al vertice del partito (e quindi del governo), sebbene senza azzardare scadenze. Mentre stando a indiscrezioni dei Times anche un ministro di spicco dell’attuale compagine, il titolare dell’Energia, Ed Miliband, avrebbe già sollecitato privatamente sir Keir (a dispetto delle smentite di una portavoce) a valutare la possibilità di fissare un calendario per dimettersi da qui a qualche mese al massimo.

Starmer: “Al voto risultato molto pesante ma il governo va avanti”

Il premier laburista britannico Keir Starmer ha riconosciuto come “molto dura” la sconfitta subita dal suo partito nelle elezioni amministrative. Un risultato che “fa male”, ha dichiarato, elogiando l’impegno dei militanti del Labour e ad assumendo su di sé “la responsabilità” della disfatta, senza “cercare capri espiatori”. Questa sconfitta – ha tuttavia aggiunto – “non indebolisce la mia determinazione a realizzare il cambiamento promesso” dal governo.

Farage: “Il meglio deve ancora venire”

“Una svolta storica nella politica britannica”, destinata a consolidare la fine del sostanziale bipartitismo segnato dall’alternanza al potere Tory-Labour nel Regno Unito: è l’interpretazione che Nigel Farage dà ai risultati della vasta tornata di elezioni amministrative, rivendicando al suo partito – Reform Uk, forza della destra anti immigrazione d’impronta simil trumpiana – la palma di vero vincitore della consultazione. “Reform – sottolinea commentando l’esito del voto nei consigli locali – è stato in grado di vincere in aree controllate da sempre dai Conservatori, ma pure in aree dominate dai laburisti fin dalla fine della Prima Guerra Mondiale”. “Al momento ci aggiudichiamo un terzo di tutti i seggi in palio, ma penso che il meglio debba ancora venire”, osserva soddisfatto, evocando l’avanzata dei suoi dal sud dell’Inghilterra (tradizionalmente conservatore), alle Midlands e alle zone del cosiddetto ex muro rosso del nord. “È un grande, grande giorno”, conclude poi l’ex tribuno della Brexit, mostrandosi fiducioso, sulla base di questa tendenza, che Reform possa primeggiare in futuro nelle elezioni politiche e assumere la guida del governo nazionale.

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Lorenzo Briotti