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Vertice Nato, l’Italia frena sull’Ucraina: “Soldi solo per il 2026. Aiuti non militari ma energetici”

Il vertice Nato di Ankara si terrà il prossimo 7 e 8 luglio. Giorgia Meloni, che in queste ore ha parlato telefonicamente con Erdogan per cercare una sponda sul rafforzamento del fianco sud della Nato e sulla Libia, non incontrerà privatamente Donald Trump. Tra i due leader infatti non c’è nessun incontro in programma.

Al centro c’è la questione Ucraina e si chiuderà il vertice con una dichiarazione finale. L’intesa raggiunta contiene il riferimento al sostegno militare all’Ucraina da 70 miliardi, sia per il 2026 che per il 2027, una cifra che comprende anche il prestito Ue da 30 miliardi. I sostenitori di Kiev dovranno fornire quindi circa 40 miliardi annui di sostegno bilaterale. Ma con un meccanismo volontario, come precisano anche fonti italiane, rimarcando che il contributo si può declinare in molte forme e che quello di Roma si sta concentrando sull’ambito energetico, come chiesto anche dagli ucraini: “Far funzionare ospedali e scuole è importante quanto garantire la difesa”.

Meloni e Zelensky (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

La frenata dell’Italia sull’Ucraina

Nelle prime fasi negoziali l’Italia aveva spinto per procedere anno per anno esplicitando il sostegno finanziario all’Ucraina solo per il 2026. È passata invece la linea della maggioranza e il Consiglio Atlantico ha dato il via libera per un sostegno da 70 miliari che comprende anche il 2027.

Per l’Italia, limitarsi allo stanziamento per il 2026 sarebbe stato, spiegano alcune fonti all’Huffington Post, un modo per “per scommettere di più sulla pace, sul negoziato. Ma la maggioranza dell’Alleanza atlantica era per dare segnale di pressione a Mosca”. E così è stato. Da qui quindi la scelta di declinare l’aiuto non tanto sul piano militare quanto su quello energetico.

Meloni ha tuttavia già annunciato che si presenterà al summit con il 2,8% del Pil in spese militari, di cui lo 0,71 (circa 15 miliardi) su voci legate alla sicurezza interna. “La nostra traiettoria – assicurano dal governo – sarà crescente”.

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Lorenzo Briotti