L'Onu ha finito i soldi, colpa del braccino corto di Usa e Cina. E di un sistema di contribuzione kafkiano (foto Ansa-Blitzquotidiano)
L’Onu modifica una regola di bilancio “kafkiana” per alleviare la crisi finanziaria. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha modificato una norma di bilancio ampiamente criticata che consentiva agli Stati membri inadempienti nel pagamento dei contributi dovuti di recuperare i fondi non spesi: una riforma “cruciale” accolta con favore dal segretario generale Antonio Guterres.
“Sin dall’inizio del mio mandato ho chiesto questo cambiamento e sono grato agli Stati membri per questo passo importante”, ha detto Guterres, definendo la modifica “fondamentale per la continuità operativa” dell’Onu.
La crisi finanziaria Onu è urgente e attuale. “Non avremo più soldi dopo agosto o settembre. Le risorse finiranno”, ha dichiarato in un briefing istituzionale il vice segretario generale per la programmazione, la finanza e il bilancio, Chandramouli Ramanathan.
Il bilancio ordinario dell’Onu – pari a 3,4 miliardi di dollari per il 2026, in calo del 7% rispetto al ciclo precedente – è finanziato dai contributi obbligatori dei 193 Stati membri, calcolati in base al loro peso economico.
Tuttavia, i due maggiori contributori – Stati Uniti (22%) e Cina (20%) – sono oggetto di frequenti critiche: i primi per aver accumulato arretrati per circa 2 miliardi di dollari nel bilancio generale, la seconda per effettuare spesso i pagamenti solo alla fine dell’anno.
In tale contesto, l’Onu – impossibilitata a spendere denaro non ancora ricevuto – è costretta a stringere la cinghia. Eppure, proprio a fine anno, in seguito ai pagamenti conclusivi, si ritrova spesso con fondi non spesi che è tenuta a restituire a tutti gli Stati membri in proporzione ai loro contributi teorici.
È proprio su un aspetto chiave di questi rimborsi che l’Assemblea Generale è intervenuta . Per un periodo di prova di quattro anni, tali crediti saranno rimborsati agli Stati membri solo se questi non hanno debiti nei confronti dell’Onu o, in presenza di debiti in sospeso, solo per l’importo eccedente tali arretrati.