Politica

Polemiche sul volo da Sanremo a Roma in elicottero di Mogol. Opposizione all’attacco, la difesa del ministro Piantedosi

Ci mancava anche il volo di Mogol, il re dei parolieri, sull’elisoccorso dei Vigili del fuoco per agitare la Politica già in fermento con lo Stabilicum (probabile erede dei vari Porcellum, Rosatellum) e i sondaggi equivoci del referendum in queste ultime tre settimane di campagna referendaria. La tensione è alle stelle, gli strilli all’ordine del giorno, impietose le previsioni che stimano l’affluenza alle urne del 22-23 marzo intorno al 45%.

L’elicottero della discordia

I fatti: Giulio Rapetti Mogol “un pezzo di storia della musica italiana” (Carlo Conti) al Festival di  Sanremo ha ricevuto il premio alla carriera e la standing ovation. Tutti in piedi per il monumento Mogol. Poi il quasi novantenne, re dei parolieri, ha chiesto un passaggio ai Vigili del Fuoco per rientrare nella sua Roma. Piccolo particolare: venerdì mattina aveva partecipato alla prima festa  commemorativa della istituzione del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

Per i pompieri Mogol ha scritto l’inno e in cambio è stato nominato Vigile del Fuoco ad Honorem. Ergo il trasferimento della discordia andava considerato quasi doveroso. Non è andata così. L’opposizione, Pd e M5S in particolare e l’Usb, hanno contestato il passaggio in elicottero. Molte voci si sono levate indignate a cominciare dai consiglieri regionali del Pd, Davide Natale e Simone D’Angelo; AVS ha scatenato le sue divisioni di indignati e il can can ha prodotto un clamore, a nostro avviso, esagerato.

Secca la risposta del ministro Piantedosi: ”Sono le solite polemiche strumentali”. Mogol, dall’alto della sua saggezza novantenne, sorridendo ha detto: ”Il viaggio è andato benissimo”. Sistemati, forse, i deliri polemici. Fonti del Viminale hanno spiegato che non erano a conoscenza del volo mentre i Vigili del Fuoco lo hanno giustificato proprio per la necessità di far partecipare il paroliere alla cerimonia assicurando che “nulla è stato tolto al soccorso”.

Il sodalizio con Lucio Battisti

Giulio Rapetti, Mogol, 90 anni ad agosto, è autore di una buona parte delle canzoni più riconoscibili della nostra vita. Ha venduto 550 milioni di copie nel mondo in 70 anni di carriera. E’ stato in testa alle classifiche 121 volte. È conosciuto e ricordato sopratutto per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti mail suo contributo alla musica leggera italiana, iniziato nei primi anni ‘60, è di più ampio respiro.

Hanno inciso canzoni da lui scritte o tradotte fra gli altri Renato Zero, Caterina Caselli, Adriano Celentano, l’Equipe 84, Fausto Leali, The Rokes, Bobby Solo, Little Tony, Riccardo Cocciante ed altri ancora. Per questo il 30 novembre 2006 è stato autorizzato con Decreto del Ministro dell’Interno ad aggiungere al proprio cognome il suo celebre pseudonimo. Dal febbraio 2023 è consulente per la Cultura Popolare presso il ministero della Cultura.

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Enrico Pirondini