La segretaria dem, Elly Schlein (Foto Ansa)
Politica in fibrillazione: si torna a parlare (e a dividersi) sulla patrimoniale. Come un fiume carsico la “tassa sui ricchi”, da mesi sparita nel sottosuolo dei Palazzi, è tornata in superficie. A rimetterla al centro (o quasi) del dibattito politico è stata Elly Schlein. La segretaria dem è partita lancia in resta come un cavaliere medioevale, cioè con una risolutezza ed un atteggiamento battagliero insolito. Elly ha tuonato “Tassare i ricchi non è tabù”. Ha poi aggiunto: “Stiamo parlando dell’1%, o forse anche meno, della popolazione rispetto ad una esigenza che è quella di garantire servizi pubblici al 99%”. Ha promesso che affronterà la discussione “insieme a tutti gli alleati progressisti, perché so che su questo ci sono posizioni diverse”.
In ogni caso il tema si è fatto rovente sovrapponendosi ai casi di giornata. Ovvero Minetti e il Colle in campo, il ritorno del nucleare col primo sì alla Camera e le proteste delle opposizioni sulle centrali, il crollo del teorema su Berlusconi (36 processi), l’addio al Pd di Pina Picierno (vicepresidente del Parlamento europeo), i feudi dei caporali e la vergognosa tratta delle braccia, le tensioni nel governo per la proroga delle accise, i nuovi arrivi in casa Vannacci, l’allarme “lupi solitari” lanciato dal ministro Piantedosi. No. Tutto ciò non bastava. E così è tornato sul tavolo “il jolly patrimoniale”.
Italia Viva di Renzi e M5S di Conte si sono subito dissociati. Ma anche tra i dem c’è chi teme il marchio di “Partito delle tasse”. Ad esempio l’ala riformista. Si è fatto sentire un ex ministro dem: “Con tante emergenze cadiamo sempre sulle tasse”. Si è fatto sentire anche Prodi: la patrimoniale “non è bellissima”. Sulla stessa linea autorevoli commentatori. Due in particolare. L’economista Carlo Cottarelli ha definito la patrimoniale che piace ad Elly “inutile e dannosa”; Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, è stato tranciante (“Elly,lasci perdere”). Con Elly Schlein si sono schierati Bonelli e Fratoianni che hanno stimato un introito di 60 miliardi di euro in cinque anni.
La destra è insorta. Ha parlato per primo il vicepremier Tajani: “La sinistra è unita solo quando vuole infilare le mani nelle tasche degli italiani . Finché Forza Italia sarà al governo non ci sarà mai la patrimoniale”. Idem Giorgia Meloni: “Con la destra al governo la patrimoniale non vedrà mai la luce”. Secco Salvini “Non ci pensiamo neanche”.