L'ex premier, Mario Draghi (Foto Ansa)
Politica in fibrillazione. Succede di tutto: Mario Draghi sferza l’Europa (“l’economia peggiora, urge agire”); bufera su Gratteri portavoce del No; per molti il procuratore è ormai fuori controllo e Nordio, indignato, invoca “i test psicoattitudinali anche per chi è a fine carriera”.
Pd nei guai: Elisabetta Gualmini, europarlamentare, lascia il partito e lunedì a Bologna spiegherà perché; ha già salutato i compagni del Pd e sembra diretta verso Azione. Bocche cucite nei due partiti. Altri dem attendono il risultato del referendum e poi decideranno. A appesantire il quadro Pd c’è l’autogol sul curling: i dem hanno pubblicato un video per il No all’insaputa degli atleti azzurri e del Coni; post immediatamente rimosso ma non senza conseguenze.
Dalla Germania dove vive, l’ex deputata dem Anna Paola Concia in diretta televisiva ha addirittura chiesto il licenziamento del responsabile della Comunicazione. E non è finita qui. Divampa il caso Francesca Albanese al centro dello scontro per il suo intervento al Forum di Al Jazeera con il leader di Hamas, non si spegne il clamore suscitato dallo strappo di Vannacci, salgono le tensione sul “motore Italo tedesco per la competitività Ue” rilanciato dalla premier Giorgia Meloni in un pre-vertice Roma-Berlino. Ma i punti più delicati restano due.
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ad un disegno di legge destinato a ridefinire la disciplina dei flussi migratori. Tra gli interventi introdotti c’è la possibilità di limitare l’accesso via mare. Ecco perché si parla di Blocco Navale. L’inosservanza del blocco navale comporta sanzioni economiche o addirittura la confisca del mezzo (sequestro cautelare). Il provvedimento contro il disegno di legge che anticipa la legislazione europea suscita già dei malumori. C’è il timore nella maggioranza che i giudici riaprano i confini che la UE vuole chiudere.
A poco più di un mese dal referendum sulla Riforma della Giustizia i toni tra il fronte del sì e quello del no si alzano. Al centro la bufera su Gratteri che il presidente del Senato Ignazio la Russa dice di essere rimasto “ basito perché l’uscita del procuratore offende milioni di italiani”. Matteo Salvini annuncia di voler denunciare il magistrato. Il consigliere laico del CSM Enrico Aimi ha annunciato che sarà proposta l’apertura di una pratica, presso il comitato di presidenza, sulle affermazioni di Gratteri. Nel frattempo si infiamma. La campagna in vista delle urne il 22-23 marzo quando si voterà sulla Separazione delle Carriere, i due nuovi CSM (col sorteggio) e l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare. Il quesito è unico e non serve il quorum essendo un referendum costituzionale la riforma passa se i si superano i no. Si teme una forte astensione.