Il nuovo attacco di Trump alla premier, Renzi: "Tra loro scelgo Meloni". Schlein: "Inaccettabile". Tajani: "Non commentiamo e andiamo avanti"
Come sta reagendo la politica italiana al nuovo meme di Trump su Truth in cui, sopra una foto di Meloni è apparsa la scritta “serve un ordine restrittivo”.
Tra i primi a commentare è stato Carlo Calenda che sui social ha scritto: “Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio”. Elly Schlein, in diretta Sky Tg23 Live In ha definito questi attacchi inaccettabili: “Sono stata la prima a dire che questi attacchi di Trump sono inaccettabili e non li accettiamo nemmeno all’opposizione, perché siamo tutti italiani e non possiamo accettare attacchi, minacce o insulti da capi di governo stranieri. Il punto è come hanno impostato la politica estera al governo da quando si è insediato Trump, con un atteggiamento molto schiacciato da parte dell’esecutivo, anche per nascondere le loro divisioni, perché hanno tre politiche estere”.
“Questo governo non è riuscito fino in fondo a scegliere l’Europa, o noi facciamo un salto di integrazione come Ue o rischiamo di rimanere schiacciati – ha detto ancora Schlein -. Questo significa superare l’unanimità, e farlo con cooperazioni rafforzate con i Paesi che sono pronti a farlo. E proseguire con gli investimenti comuni. Meloni però è contraria a una maggiore integrazione in Europa e non ha fatto una battaglia sugli investimenti comuni”, ha concluso.
Restando tra i leader dell’opposizione, sempre a Sky Tg24 Live In è arrivato il commento di Matteo Renzi: “Che Trump sia una incognita e un disastro lo sanno tutti. Quando Trump attacca Meloni è evidente che sto dalla parte di Meloni, dalla parte dell’Italia, questo è un modo serio per stare all’opposizione. Meloni disse che fra Putin e Renzi avrebbe preferito Putin, da sovranista alle vongole. Noi fra Trump e Meloni difendiamo Meloni. Meloni è una banderuola, allora andava di moda Putin. Le frasi di Trump contro Meloni sono infami. Ora Meloni si svegli”.
Per il segretario di + Europa Riccardo Magi, “Trump continua a bullizzare Giorgia Meloni che paga l’asservimento a questa amministrazione americana della quale ha sposato acriticamente la politica estera, a scapito dell’Ue, e che ha preso come modello per governare l’Italia. Ora Meloni resta con un pugno di mosche: il ponte tra Italia e Stati Uniti è crollato, il governo Meloni è isolato in Ue, senza più alleati né amici. Con Meloni l’Italia è sempre più piccola e isolata, cacciata dall’internazionale sovranista e senza una vaga idea di come andare ancora avanti. Ora scelga l’Europa, anche perché gli insulti di Trump sono indegni ma per Meloni è suonata la campanella della fine del suo governo”.
Dalla maggioranza è arrivato il (non) commento del vicepremier Matteo Salvini che, dal nel Vercellese dove si trovava per l’inaugurazione dei lavori della Pedemontana piemontese, ha detto di non voler più commentare queste cose. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invece dichiarato: “Solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per l’incomprensibile attacco del presidente Donald Trump“.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, sempre a Sky Tg24 ha detto che quelle di Donald Trump “sono dichiarazioni che si commentano da sole. Noi fin dall’inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a dichiarazioni di questo tipo, quindi andiamo avanti. Siamo convinti che le relazioni transatlantiche vadano ben al di là delle singole dichiarazioni. Noi siamo amici degli Stati Uniti che sono un partner strategico, sono la parte dell’Occidente più importante insieme all’Europa, a noi questo interessa. Le relazioni con gli Stati Uniti sono fondamentali da tutti i punti di vista, commerciali, politici, strategici. Siamo stati alleati degli Stati Uniti con Obama, con Clinton, con Bush, con Reagan, con Biden, quindi il problema per noi non esiste, andiamo avanti, procediamo sulle relazioni politiche molto importanti, al di là di qualche dichiarazione”.
Luca Zaia, attualmente Presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha spiegato: “Presidente Meloni, guarda e passa. Non ti curare. L’America è un’altra cosa. La nostra premier, Giorgia Meloni ha impostato una politica estera di livello. Qualcuno spieghi a Trump che in Italia, e nel nostro Veneto in particolare, il legame con gli Stati Uniti e con la comunità americana è tutt’altra cosa: è fatto da decenni di amicizia, collaborazione, scambi economici, relazioni culturali e storie familiari. L’Italia sono anche gli Stati Uniti e, lo si ricordi a Trump, gli Stati Uniti sono anche l’Italia, perché milioni di italiani hanno contribuito a costruire una parte importante della storia americana. Proprio per questo, un episodio simile non può essere derubricato a semplice provocazione social. È un gesto gratuito, che non colpisce solo Giorgia Meloni, ma la dignità istituzionale di un Paese alleato. Donald Trump farebbe bene a ricordare che il rispetto tra nazioni amiche non è un dettaglio: saranno probabilmente gli stessi cittadini italo americani a ricordarglielo”.
Infine Matteo Piantedosi. A Sky Tg24 Live In, il ministro dell’Interno ha detto: “Credo che noi dobbiamo puntare al fatto che i rapporti con gli Usa sono incrollabili, e non vengono messi in discussioni da queste fibrillazioni di cui non è chiara la natura”.