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Ranucci: “Sono sconcertato. Lavitola è un amico, vado a cena al suo ristorante non ci avrebbe mai fatto del male”

“È una notizia che mi ha lasciato un senso di stordimento, con Valter abbiamo avuto un rapporto d’amicizia dopo che è stato oggetto di nostre inchieste, è stata anche una fonte importante per alcune inchieste di Report, sono convinto, finché non vedo ovviamente le prove, della sua innocenza. Tuttavia sono convinto che anche se dovessero emergere delle responsabilità, non avrebbe mai fatto del male a me e alla mia famiglia”.

A dirlo è Sigfrido Ranucci che commenta così in un video la notizia che l’imprenditore Valter Lavitola è indagato nel procedimento legato all’attentato al giornalista avvenuto a Campo Ascolano a Pomezia (Roma) nell’ottobre 2025. “Mi affido completamente alle indagini della procura di Roma – aggiunge Ranucci – che ha svolto con il nucleo dei Carabinieri di via In Selci, un nucleo investigativo, un’inchiesta molto rigorosa, anche dal punto di vista etico. Vedremo quali sono gli sviluppi”. “Valter – sottolinea ancora il conduttore di Report – ha avuto sempre rapporti con i giornalisti, non dimentichiamocelo, è stato prima di tutto il direttore dell’Avanti e ha mantenuto rapporti con me e giornalisti anche molto più autorevoli di me, quindi vediamo dove porteranno queste indagini”.

Al Corriere della Sera, il conduttore di Report spiega ancora: “Mi ha chiamato l’altra sera mentre i carabinieri lo stavano perquisendo. Era agitato. E anche io sono rimasto molto sorpreso da questo sviluppo delle indagini. Io sono amico di Valter. Dal 2019, dopo le nostre inchieste su quello che aveva fatto, con lui è nato un rapporto stretto. Non lo so, accade, sarà un caso di sindrome di Stoccolma. Ho letto le cronache che raccontano della famosa cena nel suo ristorante del 2023 (il riferimento è alla foto diffusa da Renzi in cui si vede Ranucci cenare nel ristorante ndr), ma quella non è certo una notizia: io vado a mangiare da lui molto spesso, almeno ogni due settimane. È un rapporto di amicizia che non ho mai nascosto”.

Contestato a Lavitola il reato di strage

La Procura di Roma contesta, tra gli altri, anche il reato di strage a Valter Lavitola. Per i pm, l’ex direttore de L’Avanti! è il mandante dell’azione. Il reato è contestato in concorso con componenti della banda arrestata la scorsa settimana e con Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni e ritenuto l’intermediario tra l’imprenditore e gli esecutori materiali.  Nell’atto si afferma che Lavitola ha dato mandato a Clesio Tavares di “individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione del giornalista” e sempre Lavitola il 16 settembre, un mese prima dell’attentato, ha effettuato con il 47enne un sopralluogo “nei pressi dell’abitazione” del conduttore di Report.

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Lorenzo Briotti