"Senza consenso è stupro": letame davanti all'ufficio di Giulia Bongiorno, firmato "Non una di meno" (frame youtube)
Le studentesse del movimento femminista “Non una di Meno” hanno scaricato del letame di fronte all’ufficio milanese della senatrice Giulia Bongiorno della Lega, relatrice del ddl che porta il suo nome.
Bongiorno è relatrice del disegno di legge contro la violenza sessuale all’esame della commissione Giustizia di Palazzo Madama. Nel testo e su sua proposta, è stata introdotta una modifica sul principio della “volontà contraria” di una persona a un rapporto sessuale, che sostituisce il “consenso libero e attuale” che era nel testo approvato all’unanimità alla Camera e frutto di un accordo bipartisan.
Per le studentesse di Non una di meno “senza consenso è stupro”. La distanza dalla nuova proposta sembra incolmabile, dopo l’illusoria convergenza bipartisan sancita da Meloni e Schlein.
“Queste donne dicono di voler combattere la violenza contro le donne…”. E’ il commento che la senatrice della Lega,
Per le studentesse “il ddl Bongiorno modifica l’articolo 609 bis del Codice penale intervenendo sulla definizione di violenza sessuale – scrivono in una nota le attiviste – la proposta elimina il riferimento al consenso e lo sostituisce con il concetto di dissenso, o meglio, di “volontà contraria”.
Questa scelta non è neutrale: cambia il modo in cui si guarda ai fatti e a chi li subisce. Se la legge parla di consenso, la domanda è se vi fosse un sì libero, esplicito e consapevole; se parla di dissenso, la questione diventa se la persona abbia detto no in modo sufficientemente chiaro. Il peso si sposta così su chi denuncia. C’è anche molto di più: non solo ci vuole un consenso esplicito e palese (“non avevo capito” è una scusa che non regge più), ma solo un sì contento, convinto, entusiasta è un sì che esprime consenso”.