(Foto Ansa)
Per Roberto Vannacci è la prima assoluta da ospite di Otto e Mezzo. “I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri, quello che avanza, e a me sta bene. Voglio la sporca dozzina” dice l’ex generale rivendicando i 100 mila iscritti e alla vigilia dell’assemblea costituente del neonato partito.
Nega, però, l’etichetta di estrema destra. Semmai, “destra autentica”. Il leader di Futuro Nazionale poi dice di avere molte idee in comune con Giorgia Meloni. “Ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po’ di più”, incalza. “Con la presidente del Consiglio ho tante idee in comune, il problema poi è stato come metterle a terra”, rimarca. Punta il dito sulle “molte proposte mai realizzate” e sulle riforme mancate del governo, e insiste parlando di sé in terza persona: “Vannacci è il sestante che fa il punto nave e riporta sulla giusta rotta una destra che ha perso la trebisonda”.
Il leader definisce poi le “linee rosse” per una possibile alleanza elettorale col centrodestra: sicurezza, remigrazione, green deal. Poi se la prende con alcuni partiti di governo che “hanno le stesse posizioni del Pd”. Riferimento neanche troppo velato a Forza Italia, dopo le tensioni con la presidente di Fininvest.
“Marina Berlusconi? Poi spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico. Come finanziatrice di FI? Nel caso, prendiamo atto che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall’editoria”, torna ad attaccare il generale. Che non risparmia neanche il suo ex leader di partito. “Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti”, affonda nel giorno del federale della Lega. Poi, l’annuncio: nel fine settimana il programma del partito. E infine il rebus delle coalizioni, su cui Vannacci glissa. “Al momento un accordo non è all’ordine del giorno, le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni”, taglia corto il leader. Che non chiude agli altri partiti di centrodestra.