Scienza

L’universo al contrario. Scoperto sistema planetario a rovescio: pianeti gassosi al centro, rocciosi ai margini

Fuori dall’universo domestico, fuori cioè dal Sistema Solare, universi al contrario, sistemi planetari a rovescio, una fisica sotto sopra. Un sistema planetario a rovescio è stato infatti scoperto dal gruppo di ricerca guidato dall’Università britannica di Warwick.

La scoperta al telescopio spaziale Cheops

Hanno usato il telescopio spaziale Cheops dell’Agenzia Spaziale Europea questo sistema planetario sovverte tutte le regole ritenute valide finora. I suoi pianeti non sono disposti come nel nostro Sistema Solare, con quelli rocciosi all’interno e quelli gassosi all’esterno, ma i rocciosi si trovano ai confini esterni.

L’universo al contrario. Scoperto sistema planetario a rovescio: pianeti gassosi al centro, rocciosi ai margini (foto Ansa-Blitzquotidiano)

La missione Cheops, lanciata nel 2019 e la cui durata è stata estesa fino al 2026, è dedicata proprio allo studio dei pianeti esterni al Sistema Solare.

I modelli tradizionali dicono che i pianeti che si trovano più vicini alla loro stella sono rocciosi perché l’intensa radiazione stellare spazza via le loro atmosfere, mentre i giganti gassosi si formano più lontano, in regioni più fredde dove il gas può accumularsi.

I quattro pianeti che orbitano attorno alla stella LHS 1903

Il sistema di quattro pianeti che orbitano attorno alla stella LHS 1903, una nana rossa debole e fredda, ha una struttura diversa: un pianeta roccioso è vicino alla stella, seguito da due pianeta gassosi.

Ma la sorpresa per i ricercatori guidati da Thomas Wilson è arrivata con il quarto pianeta, quello più esterno. Si tratta, infatti, di un altro corpo roccioso. Gli astronomi hanno escluso la possibilità che i pianeti si siano scambiati di posto dopo essersi formati o che il pianeta ‘ribelle’ abbia perso la sua atmosfera gassosa in seguito a una collisione.

I dati raccolti suggeriscono, invece, che i quattro corpi non si sono formati contemporaneamente, come solitamente accade, ma uno dopo l’altro a partire da quello più interno.

“Quando si è formato l’ultimo pianeta esterno – dice Wilson – il sistema poteva aver già esaurito il gas, considerato vitale per la formazione planetaria: eppure, ecco un piccolo mondo roccioso, che sfida le aspettative. Sembra – conclude – che abbiamo trovato la prima prova di un pianeta che si è formato in un ambiente povero di gas”.

Published by
Amedeo Vinciguerra