Addio avocado e matcha: la classifica dei cibi più consumati in Italia (blitzquotidiano.it)
Per anni ci hanno raccontato che avocado, matcha e superfood esotici fossero il simbolo di un’alimentazione moderna e consapevole. E in effetti lo sono stati. Ma qualcosa, oggi, sta cambiando.
Le abitudini alimentari degli italiani stanno vivendo una trasformazione silenziosa ma significativa in cui c’è un ritorno graduale verso ingredienti più familiari, spesso legati alla tradizione mediterranea, ma reinterpretati in chiave contemporanea.
A raccontarlo sono i dati dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che analizzano cosa finisce davvero nei carrelli della spesa. E il risultato è sorprendente: il fascino dell’esotico sembra rallentare, mentre crescono prodotti più semplici, accessibili e radicati nella cultura italiana.
Tra tutte le categorie, quella dei cosiddetti “superfrutti” è quella che mostra il cambiamento più evidente. Per anni l’avocado è stato il protagonista assoluto, ma oggi perde terreno e scivola indietro nella classifica, lasciando spazio a un ingrediente molto più vicino alla nostra tradizione.
La vera protagonista è la mandorla, che conquista il primo posto grazie alla sua versatilità. Non si tratta solo di consumo “al naturale”: oggi è presente in bevande vegetali, creme spalmabili, dolci e snack salutari.
Subito dietro si posiziona il mirtillo, sempre più diffuso e apprezzato per il suo profilo nutrizionale e la facilità di utilizzo. Il mango cresce, ma senza raggiungere ancora il livello dei prodotti più radicati.
Il dato più interessante resta però il calo dell’avocado, simbolo di una fase che sembra oggi meno centrale.
Se nei superfrutti si nota un cambio netto, nel mondo dei cereali si osserva una maggiore stabilità, ma con un chiaro leader.
Il farro si conferma al primo posto, dimostrando come un alimento antico possa adattarsi perfettamente alle esigenze moderne. È pratico, nutriente e sempre più presente nelle ricette quotidiane.
L’avena continua a crescere, spinta soprattutto dalle bevande vegetali e dalle colazioni salutari. Anche la quinoa mantiene una posizione forte, segno che alcuni prodotti “internazionali” restano comunque rilevanti.
In generale, questa categoria racconta una tendenza chiara: più che inseguire novità, gli italiani stanno consolidando abitudini già integrate nella loro alimentazione.
Negli ultimi anni i semi sono diventati un elemento fisso nelle cucine italiane. Non più solo un’aggiunta occasionale, ma veri e propri ingredienti quotidiani.
I semi di zucca conquistano il primo posto, anche grazie alla loro presenza in prodotti da forno come pane e crackers. Seguono i semi di lino e quelli di sesamo, mentre i semi di chia continuano a crescere, soprattutto tra chi segue un’alimentazione attenta al benessere.
È una categoria che riflette perfettamente il nuovo approccio al cibo: piccoli dettagli che fanno la differenza.
Se c’è una classifica che racconta il cambio di tendenza, è quella dei superfood.
A dominare è il peperoncino, un ingrediente profondamente legato alla cucina italiana, che supera prodotti esotici e “di moda”.
Il ginseng mantiene una posizione forte, così come il burro d’arachidi, ormai entrato stabilmente nelle abitudini alimentari.
Il matcha, invece, perde slancio rispetto agli anni precedenti. Rimane presente, ma non è più il protagonista assoluto. Lo stesso vale per altri ingredienti come spirulina e tahina, che sembrano aver superato la fase di boom iniziale.
Un altro dato interessante riguarda il calo generale delle spezie più “di tendenza”, come curcuma e zenzero, che avevano dominato negli anni passati.
Questo non significa che siano scomparse, ma che il loro consumo si è stabilizzato. Allo stesso tempo, cresce il peso degli ingredienti tradizionali, come cacao e caramello, che continuano a essere tra i più presenti nei prodotti.
Emergono anche nuove possibili tendenze, come riso basmati e wasabi, che stanno registrando una crescita interessante e potrebbero diventare protagonisti nei prossimi anni.
Guardando questi dati nel loro insieme, emerge un messaggio chiaro: gli italiani non vogliono più inseguire il prodotto “di moda”, ma scelgono ingredienti che siano allo stesso tempo salutari, accessibili e facili da integrare nella vita quotidiana.
È un cambiamento culturale prima ancora che alimentare. Il cibo non è più solo nutrizione, ma anche identità, abitudine e praticità.