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Cos’è l’hantavirus, sintomi e cura della “febbre del topo”

La malattia da Hantavirus è un’infezione virale trasmessa principalmente dai roditori e può presentarsi in forme cliniche anche molto diverse tra loro. Recentemente l’attenzione è salita dopo la morte di un passeggero a bordo della nave da crociera MV Hondius, in viaggio da Ushuaia (Argentina) a Capo Verde, con altri due decessi ancora in fase di accertamento.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il rischio per la popolazione generale resta basso e non vi è motivo di panico o restrizioni di viaggio, come sottolineato dal direttore regionale europeo Hans Henri P. Kluge.

Le forme della malattia e le categorie a rischio

Le infezioni da hantavirus possono manifestarsi in tre principali sindromi: la febbre emorragica con sindrome renale, la nefropatia epidemica e la sindrome polmonare da hantavirus, più frequente nelle Americhe.

Sono considerati più esposti al contagio lavoratori a contatto con roditori, come addetti alla derattizzazione, agricoltori, allevatori e proprietari di piccoli roditori domestici. Anche ambienti chiusi, polverosi e infestati rappresentano un fattore di rischio importante.

Trasmissione, sintomi e diagnosi

Il virus si trasmette attraverso il contatto con urine, feci o saliva di roditori infetti, oppure tramite inalazione di particelle contaminate sollevate nell’aria. Non avviene trasmissione tra esseri umani nei ceppi europei.

I sintomi iniziali includono febbre, mal di testa, dolori muscolari, letargia e disturbi visivi. Successivamente possono comparire problemi renali come aumento della diuresi o insufficienza renale acuta.

La diagnosi si basa su esami del sangue per la ricerca di anticorpi specifici e sull’anamnesi di eventuale esposizione al rischio.

Cura, prevenzione e indicazioni degli esperti

Non esiste un vaccino disponibile in Europa e il trattamento è principalmente di supporto, con gestione dei liquidi e, nei casi gravi, dialisi. In situazioni particolari può essere utilizzata la ribavirina.

La prevenzione si basa su misure igieniche, controllo dei roditori e pulizia umida delle superfici contaminate, evitando di sollevare polveri infette.

Gli esperti, tra cui la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, invitano alla calma: la trasmissione interumana è estremamente rara e i casi a bordo della nave potrebbero essere legati a infezioni precedenti all’imbarco.

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Filippo Limoncelli