Gino Paoli è morto, il cantautore di "Il cielo in una stanza" e "Sapore di sale" aveva 91 anni (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Gino Paoli è morto a 91 anni nella notte fra luned’ 23 e martedì 24 marzo. A dare la notizia la sua famiglia che chiede la massima riservatezza, in una nota: “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”.
Tra i cantautori italiani, Gino Paoli è considerato un innovatore. Con “Il cielo in una stanza” e “Sapore di mare” ha cantato l’Italia degli anni Sessanta. Era nato a Monfalcone, il paese di origine di sua madre Caterina, il 23 settembre 1934 e viveva a Genova.
Sono sue alcune delle canzoni più belle e famose mai scritte in Italia: “Senza fine”, “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “Che cosa c’è”, “La gatta”, “Una lunga storia d’amore”, titoli sufficienti a far rimanere ben impressi nella memoria collettiva il suo nome e la sua musica. Il tragitto che lo ha portato al successo è quello classico degli artisti deraciné degli anni Cinquanta: studente svogliato, appassionato di pittura e di jazz, ai libri preferiva passare notti infinite insieme ad amici come Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Giorgio Calabrese, i fratelli Reverberi, insomma i nomi dei fondatori di quello “Scuola Genovese” che, nutrendosi delle canzoni di Brassens e Jacques Brel, ha di fatto fondato la canzone d’autore italiana.
Ad aprirgli la strada per Milano fu proprio Gianfranco Reverberi. Grazie a lui entra in contatto con l’industria musicale ma anche con Giorgio Gaber e Mina che incide “Il cielo in una stanza”, ottenendo un grande successo. Un successo bissato da un altro brano, un 3/4 quasi jazzistico: “Senza fine”, interpretata da Ornella Vanoni, che all’epoca era ancora “la cantante della mala” e che vivrà con lui una lunga relazione.
Il brano ha fatto il giro del mondo ma soprattutto ha segnato l’inizio di un sodalizio durata tutta la vita celebrato qualche decennio più tardi quando, dopo un lungo periodo di crisi, Paoli e la Vanoni fecero una tournée insieme ottenendo un successo strepitoso. Negli anni Sessanta, in pieno boom del 45 giri, esce uno dei titoli che ha segnato la storia del costume: “Sapore di sale”, arrangiato da Ennio Morricone con il celebre assolo di sax di Gato Barbieri.
Il grande successo non dura molto: nella seconda metà degli anni Sessanta comincia un lungo periodo di crisi professionale e umana, segnato anche da alcol e droga, che culmina in un pauroso incidente stradale.
Per il suo ritorno da protagonista bisogna attendere gli anni Ottanta quando prima incide un bell’album-tributo al suo amico Piero Ciampi, “Ha tutte le carte in regola” e poi, nel 1985, riconquista le classifiche con “Una lunga storia d’amore”. L’anno dopo è la volta di “Ti lascio una canzone”, poi negli anni Novanta c’è “Quattro amici al bar”. Nel corso della sua carriera ha interpretato canzoni di Joan Manuel Serrat, Charles Aznavour, ha avuto un’intensa attività come autore, firmando per Zucchero “Come il sole all’improvviso”.
Uomo tormentato, già sposato, vive una travolgente storia d’amore con Stefania Sandrelli, allora adolescente, una relazione dalla quale è nata Amanda. Poi l’11 luglio 1963 un gesto ancora oggi dai contorni misteriosi: Paoli tenta il suicidio sparandosi all’altezza del cuore. Il proiettile però non colpisce zone vitali e resta conficcato nella zona del pericardio, da dove non è mai stato estratto.
Negli ultimi anni della sua lunghissima carriera ha suonato accanto ad alcuni dei migliori jazzisti italiani, in particolare Danilo Rea, pianista di livello mondiale, che lo ha accompagnato nelle sue più recenti tournée. Personaggio schivo e poco incline alle concessioni mediatiche Paoli è stato anche eletto deputato con il Pci nel 1987. Interprete dallo stile tutt’altro che tradizionale, Paoli resta uno dei personaggi più amati e prestigiosi della canzone italiana, l’autore di brani che fanno parte della storia del nostro Paese.