Tumore dell’utero: i farmaci anti-obesità possono ridurre il rischio (blitzquotidiano.it)
I farmaci utilizzati per il trattamento dell’obesità continuano a mostrare effetti che vanno oltre la perdita di peso. Secondo una nuova ricerca pubblicata su JAMA Network Open, gli agonisti del GLP-1 potrebbero avere un ruolo significativo nella prevenzione del tumore dell’endometrio, la forma più comune di cancro ginecologico.
Lo studio suggerisce che, nelle donne con condizioni predisponenti, l’associazione tra farmaci anti-obesità e terapia ormonale potrebbe ridurre in modo consistente il rischio di sviluppare la neoplasia. Un dato che apre scenari importanti nella prevenzione oncologica femminile, soprattutto in presenza di obesità, diabete o resistenza insulinica.
Il tumore dell’endometrio colpisce il rivestimento interno dell’utero ed è tra le neoplasie ginecologiche più diagnosticate nei Paesi occidentali. L’incidenza è strettamente legata a fattori metabolici e ormonali.
Tra i principali elementi di rischio figurano:
L’eccesso di tessuto adiposo altera infatti l’equilibrio ormonale, aumentando i livelli di estrogeni non bilanciati dal progesterone. Questo squilibrio può favorire l’ispessimento dell’endometrio e, in alcuni casi, la trasformazione tumorale.
Per le donne con iperplasia endometriale o sanguinamenti anomali, la terapia standard prevede spesso l’utilizzo di progestinici per ridurre il rischio di evoluzione verso il carcinoma. Tuttavia, non sempre questa strategia è sufficiente.
La ricerca ha coinvolto circa 18.000 donne considerate a rischio di tumore dell’endometrio. Gli studiosi hanno analizzato l’effetto dell’associazione tra terapia progestinica e farmaci agonisti del GLP-1, molecole già ampiamente utilizzate per il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2.
I risultati hanno evidenziato una riduzione del rischio di tumore dell’endometrio fino al 66% nelle donne che assumevano gli agonisti GLP-1 in aggiunta alla terapia ormonale, rispetto a chi seguiva esclusivamente il trattamento progestinico.
Non solo. L’associazione farmacologica sembrerebbe anche ridurre in modo significativo la necessità di ricorrere all’isterectomia, l’intervento chirurgico di rimozione dell’utero, spesso considerato nei casi più complessi o resistenti alla terapia.
Si tratta di un dato clinicamente rilevante, soprattutto per le donne che desiderano preservare la fertilità o evitare un intervento chirurgico invasivo.
Il meccanismo esatto non è ancora completamente chiarito, ma esistono diverse ipotesi plausibili.
Gli agonisti del GLP-1 agiscono principalmente migliorando il controllo glicemico, riducendo il peso corporeo aumentando la sensibilità all’insulina, diminuendo l’infiammazione sistemica.
Poiché obesità e insulino-resistenza sono fattori chiave nello sviluppo del tumore dell’endometrio, intervenire su questi parametri potrebbe ridurre indirettamente il rischio oncologico.
Inoltre, alcune evidenze preliminari suggeriscono che questi farmaci possano avere effetti diretti sui meccanismi cellulari legati alla proliferazione e all’infiammazione, due processi centrali nella genesi dei tumori.
Tuttavia, i ricercatori sottolineano che sono necessari studi prospettici e trial clinici controllati per confermare definitivamente questi risultati e comprenderne i meccanismi biologici.
Negli ultimi anni i farmaci agonisti del GLP-1 sono stati al centro dell’attenzione per la loro efficacia nel trattamento dell’obesità. Ora si aggiunge un possibile beneficio oncologico che potrebbe modificare l’approccio alla prevenzione nelle donne ad alto rischio.
Il tumore dell’endometrio è fortemente influenzato dallo stato metabolico. Intervenire su obesità e diabete non significa solo migliorare parametri cardiovascolari, ma potrebbe tradursi anche in una riduzione del rischio di alcune forme tumorali.
Questo studio contribuisce a rafforzare un concetto sempre più centrale nella medicina moderna: la salute metabolica è strettamente legata alla prevenzione oncologica.
Nonostante i risultati promettenti, gli esperti invitano alla cautela. Lo studio è osservazionale e non stabilisce un rapporto diretto di causa-effetto. Inoltre, restano da chiarire:
Le future sperimentazioni cliniche saranno fondamentali per comprendere se gli agonisti del GLP-1 possano diventare parte integrante dei protocolli di prevenzione nelle donne con fattori predisponenti.
Per le pazienti con obesità, diabete o iperplasia endometriale, questi risultati rappresentano un segnale importante ma non sostituiscono le strategie già consolidate.
La prevenzione resta basata su:
controllo del peso
attività fisica regolare
monitoraggio ginecologico periodico
gestione delle patologie metaboliche
I farmaci anti-obesità non sono indicati esclusivamente per la prevenzione oncologica, ma nei casi in cui siano già prescritti per obesità o diabete potrebbero offrire un beneficio aggiuntivo.