JD Vance chiama Trump al comizio pro-Orbán di Budapest, risponde la segreteria telefonica - Blitz Quotidiano
Durante un comizio a sostegno di Viktor Orbán che si è tenuto a Budapest in vista delle prossime elezioni che vedono il premier ungherese sfavorito, il vicepresidente Usa JD Vance ha cercato di chiamare Trump in diretta per fargli rivolgere un saluto alla folla. “Ho un ospite speciale, speriamo che risponda” ha detto Vance che, insieme al presidente Donald Trump, si è schierato apertamente per la rielezione di Orbán. La prima telefonata si è però infranta contro una voce registrata che annunciava “l’utente non ha ancora configurato la segreteria telefonica”.
JD Vance ci ha riprovato riuscendo a parlare con Trump che ha risposto non nascondendo un certo imbarazzo: “Ehi JD mi dai un secondo, stavo solo…”. I 5000 presenti al comizio hanno però iniziato ad applaudire e Trump ha cominciato a parlare elogiando senza mezzi termini l’operato politico del premier di destra che guida l’Ungheria da 16 anni.
Trump ha detto che Viktor Orbán “sta facendo un ottimo lavoro: non ha permesso a nessuno di prendere d’assalto il vostro Paese e invaderlo come hanno fatto altri, rovinando i loro Paesi. Ha mantenuto il vostro Paese solido e ha fatto un lavoro fantastico. Se non pensassi che stia facendo un buon lavoro, non farei una telefonata così. Siamo con voi fino in fondo”, ha aggiunto Trump.
JD Vance, durante l’incontro, si è scagliato contro l’Unione Europea: “Dobbiamo far rieleggere Viktor Orbán come primo ministro dell’Ungheria, giusto? Vogliamo che scegliate il vostro futuro senza che forze straniere vi dicano cosa fare. Non vi sto dicendo per chi votare, ma di non ascoltare i burocrati di Bruxelles: ascoltate il vostro cuore, la vostra anima e la sovranità del popolo ungherese”, ha sottolineato Vance.
Secca la replica della Commissione europea. Una portavoce ha risposto al vice presidente degli Stati Uniti spiegando che “le elezioni sono una scelta esclusiva dei cittadini. Insieme, la Commissione e i Paesi membri stanno costruendo un’Europa più forte e più indipendente. In Europa, le elezioni non sono decise dalle Big Tech e dai loro algoritmi”, ha concluso la portavoce.