Il cuore di Domenico già sul tavolo operatorio: il video che può cambiare l’inchiesta sul trapianto (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Emergono nuovi elementi nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino coinvolto nel delicato intervento di trapianto cardiaco eseguito il 23 dicembre. Al centro dell’attenzione c’è ora un video registrato in sala operatoria con un telefono cellulare da una perfusionista presente durante l’operazione.
Le immagini, registrate alle 14.36, mostrerebbero il momento in cui il cuore del bambino, rimosso pochi minuti prima, si trova già sul tavolo operatorio mentre il personale sanitario discute ancora sull’apertura della box contenente il nuovo organo destinato al trapianto, successivamente risultato ghiacciato.
Secondo la ricostruzione della difesa della famiglia del bambino, il filmato sarebbe fondamentale per chiarire la reale successione temporale delle operazioni eseguite in sala quel giorno.
L’avvocato Petruzzi, che rappresenta la famiglia di Domenico Caliendo, sostiene che il video metta in dubbio quanto riportato nel diario clinico ufficiale. Secondo il legale, nel documento medico il chirurgo avrebbe scritto di aver iniziato la cardiectomia nel momento in cui la box con il nuovo cuore era già arrivata in sala operatoria e si stava procedendo alla sua apertura.
Le immagini, invece, mostrerebbero una situazione diversa. Per la famiglia, infatti, la rimozione del cuore del bambino sarebbe già terminata mentre il contenitore con il nuovo organo non era stato ancora aperto. Per questo motivo la difesa parla apertamente di una possibile falsificazione nella ricostruzione dei tempi dell’intervento, considerata centrale nell’ambito dell’inchiesta.
Sul caso risultano indagati un chirurgo e una seconda operatrice. Entrambi devono rispondere delle accuse di falso e omicidio colposo in concorso insieme ad altre cinque persone coinvolte nell’intervento.
I legali del chirurgo, tuttavia, contestano l’interpretazione della famiglia Caliendo e sostengono che il video non sarebbe sufficiente a dimostrare con certezza i tempi effettivi delle operazioni svolte in sala operatoria.
Il prossimo passaggio dell’inchiesta sarà il secondo interrogatorio fissato per il 21 maggio, durante il quale i due indagati dovranno chiarire nel dettaglio la sequenza dell’intervento e i tempi legati all’arrivo e all’utilizzo del cuore destinato al trapianto.