Economia

Bonifico al figlio: cosa scrivere nella causale per evitare problemi fiscali

Trasferire denaro tra familiari è una pratica comune, ma quando si parla di cifre importanti, come un bonifico da 25 mila euro tra genitore e figlio, è fondamentale prestare attenzione alla causale per evitare contestazioni fiscali o controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La domanda è semplice ma frequente: “Vorrei fare un bonifico a mio figlio di 25 mila euro a titolo gratuito ed a uso personale senza dover fare ricorso ad un notaio. Cosa devo mettere come casuale nel bonifico?”. La risposta degli esperti è altrettanto chiara e punta sull’importanza della trasparenza.

L’importanza della causale nel bonifico

La causale non è un dettaglio secondario, ma un elemento essenziale che serve a giustificare il trasferimento di denaro. Secondo gli esperti, deve essere necessariamente specifica, esauriente, dettagliata e soprattutto veritiera. Una dicitura troppo generica o poco chiara potrebbe infatti attirare l’attenzione degli organi di controllo.

Per esempio, non basta indicare formule vaghe come “aiuto familiare” o “regalo”, ma è preferibile specificare il motivo reale del trasferimento, come ad esempio “contributo per acquisto prima casa” oppure “donazione per spese personali documentate”. Questo permette di dimostrare la natura non sospetta dell’operazione.

Donazioni tra familiari e regole fiscali

Nel caso di donazioni tra genitori e figli, come quello descritto, non è sempre necessario ricorrere a un notaio, soprattutto se si tratta di somme non legate a trasferimenti immobiliari o atti complessi. Tuttavia, resta fondamentale che il passaggio di denaro sia tracciabile e coerente con la normativa fiscale vigente.

Come evitare controlli e contestazioni

Una causale ben scritta rappresenta quindi una forma di tutela sia per chi effettua il bonifico sia per chi lo riceve. L’obiettivo è evitare interpretazioni ambigue che potrebbero far scattare verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. La chiarezza, in questi casi, diventa lo strumento principale per garantire la correttezza dell’operazione.

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Filippo Limoncelli