Chi c'è nella squadra di Vannacci: Cicalone, Borghezio, Pozzolo, Adinolfi, Soumahoro (che smentisce) (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Chi c’è nella squadra di Roberto Vannacci, l’ex generale che ha dato l’addio alla Lega fondando Futuro nazionale, la nuova formazione ultrasovranista. Vannacci, stando alle indiscrezioni di stampa, raccoglierebbe un po’ di tutto: ex leghisti, ex di Fratelli d’Italia, filotrumpiani ed ex comunisti.
Tra coloro che ne faranno parte c’è sicuramente Emanuele Pozzolo, il deputato espulso da FdI dopo l’episodio della pistola a Capodanno, l’ex leghista Mario Borghezio e il blogger ultracattolico che ha partecipato di recente all’Isola dei Famosi Mario Adinolfi. C’è poi Cicalone, all’anagrafe Simone Ruzzi, lo youtuber noto per i suoi video in cui va a caccia di borseggiatori per Roma. Lui però non conferma e non smentisce: “Ci vuole una seria classe dirigente, oltre alla bravura del leader”. C’è poi Domenico Furgiuele, il parlamentare della Lega che ha organizzato il convegno sulla remigrazione alla Camera insieme a CasaPound che è stato bloccato grazie ad un’occupazione da parte di un gruppo di parlamentari di opposizione.
Ma il nome più sorprendente è sicuramente quello di Aboubakar Soumahoro, l’ex parlamentare eletto con Avs che andava in Parlamento con gli stivaloni infangati, poi espulso dal partito. Al Corriere della Sera, Soumahoro avrebbe dichiarato: “Sono pronto a candidarmi con le forze del tricolore, io sono un pragmatico, guarderò il progetto, sono un uomo libero, difendo l’interesse italiano, tutto qui”.
A quanto detto dal Corriere della Sera è seguita poi una smentita: “Apprendo, mentre mi trovo in Costa d’Avorio della notizia di un mio presunto avvicinamento al nuovo partito del Generale Vannacci. Una barzelletta che mi ha fatto sorridere, essendo la notizia completamente priva di fondamento e che pertanto smentisco totalmente. Mi sorprende, inoltre, che provenga da persone che avrebbero potuto, se non altro, contattarmi direttamente, anziché diffondere un mucchio di falsità”.
L’ex leghista Mario Borghezio, in un’intervista a La Stampa non nasconde il suo entusiasmo: “I tempi sono ormai maturi e il generale è l’uomo giusto per diventare il De Gaulle italiano o almeno un altro Randolfo Pacciardi, il repubblicano che piaceva ai monarchici. E non chiamatelo estremista, anzi. È l’unico che può farsi votare dalla maggioranza silenziosa che lavora, che produce e che è disgustata dalla degenerazione della politica di oggi”.
Borghezio spiega ancora: “Dopo che Salvini non mi ha rinnovato la tessera sono tornato a essere un bossiano con la camicia verde cucita addosso che ha avuto la grande fortuna di conoscere Roberto Vannacci. Metto a sua disposizione la mia esperienza: farò di tutto per metterlo al riparo dal pericolo più grande, di farsi aggredire dagli opportunisti che come cavallette hanno spolpato la ‘mia’ Lega. Ma da vecchio lupo della politica sono già pronto a una scommessa”. Quale? “Che entro un anno ci sarà uno tsunami di consensi da parte di una società civile seria, pulita e per bene che non ha colore politico né è tantomeno estremista. Così erano De Gaulle in Francia e Pacciardi in Italia: ispiriamoci a lui, lanciamo su Torino 500 mila volantini con il nome di Vannacci e vedrete che in qualche ora tiriamo su 4 o 5 mila adesioni dalle quali partire”.
Borghezio conclude: “Altro che tradimento, Vannacci ha sempre agito alla luce del sole, da ufficiale e uomo d’onore qual è. Lui voleva essere la guida rappresentativa di chi in Italia chiede ordine, sicurezza, pulizia e ha una visione completamente alternativa all’attuale partitocrazia. È Salvini ad essere stato sleale. Ma provare a fare un patto con lui è un po’ come giocare alla lotteria senza comprare la schedina”.