Meloni alla Camera (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
“Niente dimissioni, né rimpasto”, “non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo” e “governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”. A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’informativa sull’azione del governo, in aula alla Camera. La premier ha spiegato: “Sappiano che il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza”.
Poi ha parlato alle opposizioni: “Quanto alle dimissioni, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle opposizioni, nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno, esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più. Tanto che definisce questo governo un pericolo per l’umanità ma non ne invoca le dimissioni. Una poisizione bizzarra di chi ostenta una sicurezza che non ha. Ci siamo presi l’impegno di governare la nazione per cinque anni ed è quello che faremo non importa quanto sarà difficile”.
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La premier ha aggiunto ancora che la “maggioranza è solida e coesa” e sono “orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini”. Di recente “ho chiesto un passo indietro” ad alcuni esponenti del governo che pure “avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici, né indolori” ma “abbiamo anteposto di nuovo l’interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito” che deve restare centrato sulle “soluzioni necessarie per i cittadini. sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica, ad un dibattito nel merito”.
La premier, in apertura dell’informativa, ha parlato anche del recente referendum sulla giustizia bocciato dagli italiani: “Non voglio esimermi da una breve riflessione sull’Italia consegnata dal voto del referendum sulla giustizia, un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro. Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni e aspettative”.
Quanto alla riforma della giustizia “rimane una necessità e non sono io a dirlo ma diversi esponenti della magistratura e della politica compresi quelli che dopo avere preconizzato catastrofi il giorno dopo” il referendum, “hanno candidamente dichiarato che la giustizia va riformata”.
La premier ha poi parlato della situazione in Iran. Serve il “pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili”.
Per la leader di Fratelli d’Italia, “lo scenario” internazionale “non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l’aumento del corto mondiale del petrolio”. Quanto alla subalternità a Trump, la presidente del Consiglio ha spiegato che “la collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’”.
Poi una citazione della Schlein. Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l’unità dell’Occidente, “mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari” ha detto la Meloni. “E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo”.”Siamo ‘testardamente occidentali’ – ha aggiunto -, perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli”.
Nell’informativa alla Camera, la leader di DfI ha chiesto provocatoriamente dei chiarimenti: “Approfitto per chiedere a mia volta qualche chiarimento. Perché la posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda davvero l’Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa”.
Quanto alla guerra in Iran, la Meloni ha spiegato che “agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d’accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull’Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella nella quale l’Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa. Una circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato”.
La premier ha poi detto che chiederà all’Europa di sospendere il patto di stabilità in caso di peggioramento della situazione irachena: “Se ci sarà una nuova recrudescenza” del conflitto in Iran “dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato”.
Standing ovation e lungo applauso dal gruppo di Fratelli d’Italia dopo il passaggio dell’informativa in Aula alla Camera in cui la premier Giorgia Meloni ha detto: “Io non scappo dai problemi, ci metto la faccia”.
Giorgia Meloni ha detto ancora che verranno rimodulate le misure sui carburanti se necessarie: “Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando. Lo abbiamo fatto, inizialmente, per 20 giorni, in attesa degli sviluppi della crisi, e con il Consiglio dei ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al 1° maggio. Una scelta che rivendico, anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti”.
Se ci sarà speculazione, ha aggiunto ancora la presidente del Consiglio, “l’Italia sarà pronta “ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi,se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche. Continuerà a 360 l’impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale”.
La premier ha poi parlato di lavoro e di evasione fiscale: “I salari sono cresciuti nonostante il potere di acquisto perso negli anni precendenti”. “È aumentato, anche se non ancora sufficientemente per noi, il redddito delle famiglie” ed è “diminuita l’esclusione sociale”. La Meloni ha poi attaccato la segretaria del Pd: “Schlein ripete in tv che da quando governa il centrodestra è aumentata la precarietà. Una menzogna verificabile” e “quando si mente è perchè si ha paura. Il lavoro stabile è aumentato, la sinistra lo rivendicava e la destra lo ha fatto. Non lo dico io, ma l’Istat”.
Quanto all’evasione, “stiamo dando rapidamente attuazione alla riforma fiscale” e “siamo in dirittura di arrivo per il codice tributario”. “Abbiamo combattuto come nessun altro l’evasione fiscale” ha detto la premier.
La leader della destra italiana ha parlato poi delle norme sui migranti osteggiate, a suo dire, dalla magistratura: “Ora che la campagna referendaria è alle spalle voglio rinnovare il mio appello affinché i poteri dello Stato facciano la loro parte per garantire il rispetto delle norme” sull’immigrazione: “spetta alla politica scrivere norme chiare ed efficaci, spetta alle forze dell’ordine cui va il nostro ringraziamento verificarne le eventuali violazioni e spetta in ultimo alla magistratura assicurarne l’effettiva attuazione. È questo che fa chi rispetta la separazione tra i poteri dello Stato scritti nella nostra Costituzione”.
Durante l’informativa alla Camera, la Meloni se l’è presa in vari momenti con l’opposizione. Poi ha citato indirettamente la foto pubblicata da Report che la ritrae con un boss dei Senese: “Intendiamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni”.
Durante l’informativa la Meloni, rivolgendosi ancora al campo largo, ha detto ancora: “Vi sfido anche su questo, non solo solita ingerire nel lavoro della commissioni” ma “mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema”.
Quste le parole della premier per quanto riguarda un tema a cuore alla destra, la sicurezza: “Personalmente non sono soddisfatta dei risultati, è il primo dovere dello Stato, dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia e per questo intendiamo ad esempio incrementare la presenza di forze dell’ordine sul territorio” riorganizzando “l’attività amministrativa per avere più personale in strada e stiamo lavorando per introdurre la figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio”.
Qualche mormorio dai banchi delle opposizioni ha accompagnato il passaggio sulla sicurezza. La segretaria del Pd Elly Schlein, con un gesto della mano, ha subito invitato alla calma i deputati dem. La premier ha interrotto il discorso e e si è rivolta ai banchi del centrosinistra: “Vi vedo nervosi”. Poi la standing ovation di tutta la maggioranza quando la premier ha ribadito la sua distanza dalla criminalità organizzata.
In vista della Festa del Lavoro il governo e la premier, oltre a voler intervenire sul lavoro povero ha annunciato di voler intervenire sul bisogno di case popolari: “In vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni”.