Un Mondo scappato di mano. Continua il blocco di Hormuz, Mosca col fiato sospeso per la parata (foto ANSA) - Blitz quotidiano
È un mondo scappato di mano: nello Stretto è risalita la tensione, Mosca è col fiato sospeso perché sulla “Parata della vittoria“ (sabato la celebrazione della vittoria nella seconda guerra mondiale e tregua di due giorni) incombono le minacce di Kiev che vuole rovinare la tregua; e giovedì, tanto per gradire, ha “avvisato” il Cremlino con 31 droni sulla capitale russa. E mentre si registra in Vaticano il colloquio con disgelo tra Papa Leone e gli Usa (a Roma il segretario di Stato Marco Rubio), l’Italia si distingue con le sue opacità.
L’elenco miserabile è vario, spazia a 360 gradi. Non ci facciamo mancare niente: la Biennale di Venezia, ad esempio. La prestigiosa Esposizione internazionale d’arte deve ancora essere aperta al pubblico e già è si è visto tutto: il ministro della Cultura (Giuli) impallinare il presidente Buttafuoco. Pomo della discordia la presenza del padiglione russo (comunque oggi sarà chiuso), “vetrina di Putin”. La contestazione si è arricchita (si fa per dire) con lo show annunciato delle attiviste russe “Pussy Riot” che hanno protestato contro il padiglione dello zar e contro il padiglione di Israele definito dai pro Pal “genocida”. Si temono altre manifestazioni .
Come se non bastassero le ultime turbolenze (caso Minetti, le querele di Nordio, la bufera su Giannini che avrebbe offeso i disabili e altro ancora), ci si è messo il raduno a Genova delle Penne Nere. Gli Alpini, per la prima volta, non potranno sfilare con i muli, simbolo iconico delle Penne Nere. “La punta dell’iceberg con una serie di attacchi con volantini, manifesti, scritte ingiuriose contro l’adunata nella Genova di Silvia Salis” (Fausto Biloslavo). Va però detto che la sindaca ligure ha condannato “ogni tipo di violenza e ogni polemica pretestuosa“.
Domenica, sotto la Lanterna, sfileranno 400.000 alpini con i loro famigliari. Si teme un presidio di un collettivo studentesco contro gli alpini. Gli anarchici hanno fatto circolare volantini ingiuriosi (“Alpini assassini”); volantini distribuiti anche nelle scuole. Le Penne Nere si lamentano del linciaggio ingiustificato. Contestato anche il vademecum anti molestie pubblicato dalla “Rete Donne” per la Politica e dalle ultras femministe, “Non una di meno”. I veleni mediatici non si contano contro le “giornate di potenziali disagi, molestie e cat calling”.
Al di là di tutto resta inquietante la ripresa della tensione in tutto il Medio Oriente. In particolare allarmano i 1.500 cargo fermi con i loro equipaggi (20.000 persone), intrappolati nel Golfo a causa del blocco iraniano nello Stretto di Hormuz. Teheran non molla e la CIA dice che l’Iran può resistere molti mesi. I pasdaran hanno diffuso le nuove modalità con cui tasseranno le navi. L’accordo Washington-Teheran non sembra vicino. Purtroppo.